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Archivio per maggio 2010

isight del Macbook in Fedora 13

24 maggio 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti oggi ho avuto la necessità di far funzionare la webcam integrata del mio Macbook 1,1 con Fedora 13. L’unica cosa che serve è il pacchetto isight-firmware-tools quindi in teoria basterebbe dare da terminale:

sudo yum install isight-firmware-tools

ho detto in teoria, perchè in pratica quel pacchetto è stato rimosso dai pacchetti inclusi nei repo di Fedora 13 come riportato da questo BUG Report. Poco male, ho scaricato il pacchetto necessario di qui: isight-firmware-tools-1.0.2-4.fc12.i686.rpm e l’ho installato con un semplice doppio click. Ho quindi scaricato l’AppleUSBVideoSupport, mi sono spostato nella cartella in cui l’ha scaricato e ne ho estratto un firmware utilizzabile dando da terminale:

su -c "ift-extract --apple-driver AppleUSBVideoSupport"

A procedura di estrazione terminata ho riavviato il pc e al successivo login la mia webcam era perfettamente funzionante.

Ciao Alberto

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Installare SDK Android in Fedora 13

22 maggio 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti oggi ho provato ad installare l’SDK per Android su Fedora 13 utilizzando la procedura descritta qui. Riporto qui i passi per installarlo dato che ha me ha dato qualche problema.

  • Prima di tutto dovete aver installato Eclipse sulla vostra Fedora, cosa che si può fare con il package manager oppure molto più semplicemente da terminale con:
    sudo yum install eclipse
  • Installate il plugin per Eclipse eclipse-jdt con il comando da terminale:
    yum install eclipse-jdt
  • Scaricate l’SDK di Android da qui: Download the Android SDK, ovviamente la versione per il vostro sistema operativo. Io ho preso quello android-sdk_r06-linux_86.tgz
  • Aprite Eclipse e andate su Help > Install new software e aggiungete come nuova sorgente software

    http://download.eclipse.org/releases/galileo/

    non preoccupatevi del nome da dare, ci penserà il plugin manager a farlo per voi.

  • Se ora provate a seguire il prossimo passo della guida linkata verrà dato un errore a causa di una dipendenza non risolta, per risolvere il problema ho trovato la soluzione sulla pagina di Google Plugin for Eclipse 3.5 (Galileo) Installation Instructions, in cui si dice di aggiungere come sorgente software

    http://dl.google.com/eclipse/plugin/3.5

    ed installare sia il plugin Plugin che quello SDKs. Finita l’installazione riavviate Eclipse.

  • Dovete ora aggiungere l’ultima sorgente software

    https://dl-ssl.google.com/android/eclipse/

    e installare il plugin chiamato Developer Tools. Come sempre finita l’installazione riavviate Eclipse.

  • A questo punto dobbiamo scompattare l’archivio che abbiamo scaricato in precedenza nella nostra home creando una cartella dedicata, io l’ho chiamata AndroidSDK e dentro andiamo a scompattare il contentuto di android-sdk_r06-linux_86.tgz. Alla fine dell’operazione dobbiamo avere nell cartella AndroidSDK tre cartelle: add-ons/, platforms/, tools/ e un file SDK Readme.txt
  • Dobbiamo creare ora una variabile per il path dell’SDK nel nostro .bash_profile aggiungendo al file le seguenti righe

    PATH=$PATH:$HOME/AndroidSDK:$HOME/AndroidSDK/tools
    export PATH

    usciamo e rientriamo nel nostro utente per applicare le modifiche al .bash_profile.
  • Diamo da terminale il seguenti comando
    sudo yum install glibc.i686 glibc-devel.i686 libstdc++.i686 zlib-devel.i686 ncurses-devel.i686 libX11-devel.i686 libXrender.i686 libXrandr.i686

    in modo che vengano installate tutte le librerie richieste.

L’installazione di tutto quello che ci serve per sviluppare per Android e per lanciare il suo emulatore è stata completata. Non ci resta ora che creare la nostra prima emulazione di Android, per fare questo:

  • Andate nella cartella ~/AndroidSDK e lanciate da terminale tools/android, andate in “Available Packages” e scaricate i pacchetti che volete, per esempio: SDK Platform Android 2.1 e Documentation for Android SDK, cliccate su “Install selected”, quindi su “accept all” e confermante cliccando su “Install”. Comincerà quindi il download di tutti i componenti,e quando sarà concluso cliccate su chiudi. Quando sarà tutto fatto potete procedere con la creazione di un sistema Android.
  • Andate su “Virtual Devices”, cliccate su “New”, questo aprirà uno screen in cui dovete specificare la dimensione della vostra SD card (io ho messo 100 MB), il nome del device e come Target la versione di Android che avete scaricato, nel mio caso Android 2.1-update1
  • Cliccate su “Create AVD” e verrà creato il vostro Andorid Virtual Device.
  • Per lanciarlo non dovete fare altro che andare su “Virtual Devices”, selezionare il sistema e cliccare su “Start” e quindi su “Launch”

Spero di essere stato utile e chiaro.
Ciao Alberto

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Presentation Zen: alcuni appunti (4)

21 maggio 2010 Alberto Nessun commento

In questo post viene chiusa la parte che parla delle indicazioni generiche su come prepararsi ad una presentazione.

Affinchè un messaggio sia reso indimeticabile è necessario rispettare alcuni semplici accorgimenti che rispondono tutti al problema della cosiddetta “maledizione della conoscenza”:

Chiunque abbia una certa conoscenza o esperienza in un determinato campo trova difficile parlare in modo chiaro di una cosa perchè non riesce ad immedesimarsi nel pubblico che lo sta ascoltando

non riesce cioè a portarsi ad un suo precedente livello di conoscenza (quello del pubblico). I suggerimenti riportati dall’autore sono: semplicità, capacità di sorprendere, concretezza, credibilità, emozioni e storie.

Trovo che i più importanti tra questi sei siano semplicità (che sarà affrontata più avanti), la capacità di sorprendere, la concretezza e le emozioni. Per sorprendere il pubblico dovete fare qualche cosa che non si aspetta, creare curiosità, potete fare domande, creare un bisogno di sentire la risposta e riempire questo vuoto subito dopo. Un buon modo per portare avanti la presentazione è utilizzare degli esempi concreti, non parlate di cose astratte ma fate “vedere” come si esprimono questi concetti in modo concreto; il pubblico deve immedesimarsi con la vostra situazione, deve emozionarsi ed essere partecipe del vostro racconto, solo questa partecipazione e immedesimazione rendono duraturo il messaggio. Il pubblico si appassiona molto più facilmente alle storie che non ai dati freddi!

La presentazione non deve solo informare il pubblico, per quello ci sono le riviste o il documento che avete preparato, quello che dovete fare è dare un significato a quei dati, dovete far visualizzare quei dati nella mente dei presenti con aneddoti ed esempi concreti.

Ciao Alberto

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Presentation Zen: alcuni appunti (3)

19 maggio 2010 Alberto Nessun commento

Continua l’analisi del libro Presentation Zen con alcune indicazioni sui passi iniziali da intraprendere per una presentazione d’effetto.

Il libro consiglia nella fase iniziale di preparazione di una presentazione di stare lontano dal vostro programma per slideware (PowerPoint, Impress, keynote o quello che volete) in quanto limita la vostra capacità di analisi della situazione e soprattutto della direzione che deve prendere la vostra presentazione. Gli effetti preconfezionati, le soluzioni proposte dal vostro software se da un lato possono farvi risparmiare del tempo o darvi l’indicazione su come si dovrebbe fare una presentazione dall’altro limitano la vostra creatività confinandovi in quello che vuole il software. Il computer probabilmente lo dovrete utilizzare già dopo per creare le slide quindi per ora lo potete anche tenere spento e pianificare la vostra presentazione in altro modo.
Reputo sia una cosa molto interessante non partire subito con la presentazione sul proprio programma preferito in quanto è molto difficile nella parte iniziale avere una visione d’insieme della presentazione, per intenderci lo scheletro. Nei più comuni programmi per slideware si può avere la “struttura” della presentazione nel suo insieme ma questo ci fa continuamente rimbalzare da una parte all’altra del programma stesso tra la strutture e la modifica della slide con conseguente perdita di tempo. Sperare che dal nulla appaia qualche cosa sul nostro monitor grazie agli effetti preconfezionati o alle n-mila opzioni che ci vengono offerte rappresenta il modo peggiore per iniziare a lavorare.

Reynolds consiglia di iniziare a pianificare la presentazione in maniera vecchio stile: foglio e matita o lavagna e pennarello o lavagna e gesso. Questo, anche dal mio punto di vista, è il modo migliore di cominciare perchè si ha fin da subito una visione di insieme della presentazione e si può sempre cancellare e sistemare la situazione se c’è qualche cosa che non ci convince. Si devono appuntare prima di tutto gli aspetti fondamentali che si devono mettere in risalto e su questi costruire la propria argomentazione, si penserà poi, con la parte destra del cervello, a organizzare in modo creativo questi contenuti ma ora si deve solo far lavorare la parte sinistra. Questo non stupisce prima di realizzare la vostra presentazione dovete sapere bene cosa mettere e cosa non mettere!

Quando stiamo creando la nostra presentazione dobbiamo porci le domande giuste su come realizzarla, citando un passo del libro:

Si narra che il piccolo budda abbia detto che la condizione umana è molto simile a quella di un uomo colpito da una freccia, ovvero una situazione pressante e dolorosa. Immaginate cosa succederebbe se un uomo, invece di chiedere subito assistenza medica per il suo problema, chiedesse maggiori dettagli sull’arco che ha scagliato la freccia e sul produttore della freccia, facesse domade sul background di chi li ha prodotti, sulla scelta dei colori, sul tipo di corda usata e così via. L’uomo farebbe molte domande irrilevanti, trascurando il problema immediato.

alcuni esempi di domande sbagliate che ci possiamo fare sono: “Quante slide metto?” oppure “Quanti punti per ogni elenco è meglio mettere?”, tutte queste domande non miglioreranno mai la nostra presentazione ne la faranno diventare più efficacie. Le vere domande che ci dobbiamo porre sono invece: “Chi mi starà ad ascoltare?”, “Quanto tempo ho a disposizione?”, “Cosa devo raccontare?” ma la domanda che più mi ha colpito per la sua semplicità ed efficacia è

se il pubblico potesse ricordare soltanto una cosa (e sarete già fortunati se lo farà), quale vorrei che fosse?

Tutta la vostra presentazione dovrà quindi fare leva su quel punto, dovrete con tutta la vostra esperienza, creatività e anche improvvisazione far passare “almeno” quel messaggio, altrimenti avrete perso tempo e la presentazione sarà stata inutile.

Costruire una buona presentazione è un lavoro difficile e quindi dovete prepararvi per bene, pianificare fin da subito quale deve essere il nucleo centrale, quale deve essere l’organizzazione del discorso, quale devono essere le parti da riportare e quali quelle di cui si può fare anche a meno. Il vostro lavoro deve essere finalizzato per tutti gli imprevisti possibili. Con imprevisti intendo la rottura del proiettore che vi potrebbe portare ad una presentazione “senza supporto” o ad un improssivo taglio dei minuti che avete a disposizione, in entrambi i casi il messaggio deve passare e voi dovete sapere bene cosa dovete, ma soprattutto, cosa non dovete dire.

Ciao Alberto

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Presentation Zen: alcuni appunti (2)

17 maggio 2010 Alberto Nessun commento

Continuando nella lettura del libro Presentation Zen vorrei condividere alcune indicazione ulteriori che ho trovato interessanti.

Un aspetto che non bisogna mai dimenticare è la creatività. Potrà sembrare che non vi appartenga ma tutti noi possiamo essere creativi a modo nostro. Sviluppare una presentazione è sicuramente un atto creativo che coinvolge in modo completo il nostro cervello, sia nella sua parte analitica sia in quella creativa. La parte analitica (che si trova nella zona sinistra del cervello) sarà maggiormente utilizzata nella fase preliminare, quando dovremo mettere insieme le informazioni, eliminarne delle altre e unire il tutto coerentemente, la parte creativa (che si trova nella zona destra del nostro cervello) verrà maggiormente utilizzata nella parte di creazione vera e propria della presentazione, quando andremo cioè a creare le slide vere e proprie.

Nel creare una presentazione non dobbiamo mai dimenticarci di rischiare, di affrontare la sfida con la “mente del principiante”, citando il libro:

Come se fosse un bambino, una persona che affronta la vita con la mente del principiante è fresca entusiata e aperta alle molte possibiltà di idee e soluzioni che si trova davanti [...] Chi ha la mente del principiante non è gravato da vecchi abitudini, nè ossessionato dal “modo in cui si fanno le cose qui” [...] un principiante è aperto e ricettivo ed è più propenso a dire “perchè no?”

affrontare la sfida della presentazione con questa mentalità ci porta a non avere paura di sbagliare, non dobbiamo essere frenati dalla paura di innovare solo perchè fino ad adesso si è sempre fatto così ed è andato “sempre” tutto bene. Questo non significa che non si deve prendere mai la “vecchia” strada ma ci deve solo spingere a prendere in considerazione tutte le strade che abbiamo davanti e scegliere di volta in volta quella che ci sembra la migliore ma sempre tenendo un occhi puntato sull’innovazione e sul rischio.

Tornando all’importanza della creatività reputo sia molto interessante questa frase:

Essere creativi non significa indossare maglioni neri a collo alto e bazzicare i locali jazz alla moda bevendo cappuccini: significa usare tutta la nostra mente per tovare soluzioni.

la creatività è insita in ognuno di noi ed è solo guardando le cose con un altra prospettiva che si può realmente creare qualcosa di originale. Creatività vuol dire non farsi paralizzare dagli schemi preconcetti ma pensare in modo alternativo, non ci si deve fermare a soddisfare le aspettative del pubblico, ma si deve cercare di sorprendere gli ascoltatori con qualcosa che non avevano previsto ma che sicuramente gli rimarrà a futura memoria.
La più grande limitazione alla creatività la imponiamo noi stessi dicendo che: “non sono abbastanza creativo”. Questa frase nel libro viene considerata come la grande bugia che noi stessi ci raccontiamo, e le domande “che cosa succederebbe se..?” o “che cosa sarebbe successo se avessi…?” sono quelle che uccidono il nostro spirto creativo ancora prima che possa uscire; quindi ancora una volta viene detto di osare e chissà mai che potremmo sorprendere qualcuno, in primis noi stessi.

Dove possiamo trovare l’ispirazione? Ovunque. Nel libro viene detto che l’ispirazione può essere trovata in milioni di posti e modi diversi e che non si deve sottovalutare l’importanza di prenderesi una pausa, perchè a volte le soluzioni più inaspettate vengono a galla quando siamo impeganti a fare altro. Lunghe passeggiate, una corsa nel bosco un giro in bicicletta non fanno altro che distrarci dal nostro problema e ci permettono di ricaricare le batterie per poi tornare a pieno ritmo sul nostro problema. Concludendo non si deve sottovalutare mai l’importanza dell’entusiasmo e citando Brenda Ueland mentre parla dei suoi ragazzi:

Ho cercato di aiutarli a sentirsi più liberi, i coraggiosi. Lasciatevi andare! Siate spensierati e spericolati! Siate dei leoni. Fate i pirati!

Ciao Alberto

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Conversione file .flv in .mp3

17 maggio 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti vi è mai capitato di avere un file .flv scaricato da internet? per esempio un video che avete visto su YouTube e avete scaricato con Video DownloadHelper? a mio fratello un sacco di volte… la cosa che voleva fare era prendere l’audio del file .flv e salvarlo in .mp3 per riprodurlo sul cellulare. Ho fatto girare un po’ la testolina e sono arrivato ad una soluzione molto funzionale che riporto qui:

  • Installare ffmpeg sulla vostra distro, per esempio sulla mia Fedora basta dare da terminale:
    sudo yum install ffmpeg
    oppure potete utilizzare anche i programmi grafici e cercare/installare il programma.
  • Fatto questo dovete creare una cartella in cui metterete tutti i file .flv che dovrete convertire, io per esempio ho creato la sottocartella da_convertire nella cartella Musica del pc di mio fratello con il comando:
    $ mkdir ~/Musica/da_convertire
  • Spostatevi nella cartella /usr/bin, create il file conversione e con il vostro editor preferito incollateci dentro questo:

    !/bin/bash
    #Qui ci va il nome della cartella che avete appena creato
    cd ~/Musica/da_convertire
    #Toglie tutti gli spazi dal nome del file
    for file in *
    do
    mv "$file" $(echo "$file" | sed -e 's/\ /_/g')
    done
    #Converte con ffmpeg tutti i file da flv a mp3
    for file in *.flv
    do
    ffmpeg -i $file ${file%.flv}.mp3
    done
    #Elimina tutti i file video .flv
    rm *.flv
  • Rendetelo eseguibile con il comando:
    sudo chmod 755 conversione

Quando avrete dei file da convertire basterà copiarli nella cartella ~/Musica/da_convertire e lanciare da terminale il comando conversione e automaticamente verranno creati tutti i file .mp3 e saranno eliminati i file .flv che non vi servono. Per rendere la procedura ancora più facile (cosa che ho fatto con mio fratello) potete anche creare una nuova voce nel menu delle applicazioni, assegnare una icona, scegliere di eseguirla come applicazione nel terminare e dare come comando da eseguire conversione, così quando avrete bisogno di convertire qualche cosa basterà metterlo nella cartella ~/Musica/da_convertire e premere il pulsante.

Ciao Alberto

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Presentation Zen: alcuni appunti

16 maggio 2010 Alberto Nessun commento

In questi giorni sto leggendo Presentation Zen, un libro molto interessante che spiega come realizzare delle presentazioni per eventi o per condividere una idea in modo semplice e attrattivo per il pubblico.

Una delle prime indicazioni che si da in questo libro rappresenta lo scopo generale di una presentazione: presentare. Potrà sembrare una cosa stupida ma molti al giorno d’oggi quando realizzano una presentazione, per esempio con PowerPoint, OpenOffice Impress o altri supporti, non tengono in considerazione questo aspetto creando delle presentazioni noiose e per nulla utili al pubblico. I più riempiono le loro presentazioni con elenchi puntati, grafici e numeri stipati in maniera inverosimile in una sola slide, rendendo ardua al pubblico sia la lettura della slide che la sua comprensione.

Viene detto nel libro che la presentazione serve solo allo speaker come supporto al suo discorso, e deve avere una vita breve. Concluso l’intervento le slide non devono essere disponibili, perchè non possono essere seguite in maniera corretta senza il supporto di chi le “raccontava”.
Realizzare una presentazione testuale, e con testuale intendo con molte parole, elenchi puntati e numeri, di solito viene utilizzata da molti come una scorciatoia per poter lasciare le slide al pubblico e fornire così agli ascoltatori una sorta di documentazione di quanto si è detto. Avete mai provato a rileggere delle slide dopo una presentazione? impossibile, specie se il carattere è piccolo (per far stare molta roba) e se sono state stampate più slide in una pagina, la persona che non ha molta voglia di rileggerle alla seconda slide butterà l’intero malloppo.

Altra cosa da non fare è distribuire le slide prima di una presentazione, specie se sono scritte in maniera “testuale” perchè implicitamente autorizzate il pubblico a non starvi a sentire, tanto trova già tutto scritto…

Quando gli ascoltatori assistono ad una presentazione non possono contemporaneamente leggere le slide e starvi a sentire; quindi nelle slide ci deve essere scritto il meno possibile. Le slide servono solo a voi per far associare l’idea/concetto che state portando avanti all’immagine che loro stanno vedendo in modo che si crei la cosiddetta associazione di idee.

Un’ulteriore indicazione riportata nel libro, e che dovrebbe essere tenuta in considerazione sin dal primo minuto (ancora prima di preparare la presentazione), è il vostro ruolo durante la presentazione, che potrebbe rispondere alla domanda: ma io che sono li a fare? la risposta è semplice: voi siete li per vendere la vostra idea/idee al pubblico che vi sta ascoltando, e ripeto ascoltando. Dovete indirizzare l’interesse del pubblico verso la vostra idea in modo che gli ascoltatori siano portati a ricordare quella idea e a analizzarla in futuro. Dovete suscitare interesse nel pubblico, dovete dare loro qualche cosa che non può essere trovata per iscritto: la vostra passione e la vostra esperienza.

Da eliminare assolutamente sono gli effetti grafici che si possono trovare nelle presentazioni, come dissolvenze, rimbalzi di figure e suoni, meglio preferire la semplicità ed utilizzare immagini di buona qualità per esprimere un concetto, come riportato da Seth Godin nel libro:

Dovete parlare dell’inquinamento a Houston? Invece di mostrare i dati dell’agenzia governativa ambientale in quattro punti, perchè non leggete le statistiche e fate vedere una fotografia che ritrae uccelli morti, smog o magari dei polmini malati? E’ ingiusto. E’ scorretto. Però funziona.

Come buona abitudine al termine di una presentazione si potrebbe distribuire un documento, si ho detto documento come si comanda, scritto cioè con un programma adibito a fare quello e non la versione testuale delle slide, in cui riportare con maggior dettaglio quello che avete detto, con informazioni su come e dove trovare ulteriori informazioni in modo che possa essere letto anche senza il vostro “supporto vocale”; questo ovviamente implica che il documento deve essere scritto in maniera chiara e precisa, vi costerà un po’ più di lavoro ma ne vale sicuramente la pena e ne avrete sicuramente un ritorno positivo in termini di immagine.

Queste sono solo alcune indicazioni che ho trovato leggendo le prime 25 pagine, probabilmente ci saranno ulteriori aggiornamenti.

Ciao Alberto

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Un computer in più con Ubuntu

15 maggio 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti oggi pomeriggio ho installato Ubuntu 10.04 Lucid Lynx sul computer di mio cugino. Le caratteristche del computer sono queste:

  • Processore Intel Core i3-330M da 2,13 GHz
  • Schermo BrightView widescreen ad alta definizione a LED diagonale 15,6″ risoluzione 1366×768
  • Unità disco rigido da 640 GB (5400 giri/min)
  • 4096 MB DDR3 SDRAM
  • WLAN 802.11b/g/n
  • Masterizzatore DVD Dual Layer LightScribe
  • NVIDIA GeForce G 105M con 512MB dedicati
  • Scheda Audio Intel High Definition Audio
  • Gigabit Ethernet 10/100/1000
  • VGA, HDMI, 4 USB2.0 (di cui una condivisa eSATA)
  • Webcam con microfono integrata e Telecomand

Questo è quanto riportato da lspci:

00:00.0 Host bridge: Intel Corporation Core Processor DRAM Controller (rev 02)
00:01.0 PCI bridge: Intel Corporation Core Processor PCI Express x16 Root Port (rev 02)
00:1a.0 USB Controller: Intel Corporation 5 Series/3400 Series Chipset USB2 Enhanced Host Controller (rev 05)
00:1b.0 Audio device: Intel Corporation 5 Series/3400 Series Chipset High Definition Audio (rev 05)
00:1c.0 PCI bridge: Intel Corporation 5 Series/3400 Series Chipset PCI Express Root Port 1 (rev 05)
00:1c.1 PCI bridge: Intel Corporation 5 Series/3400 Series Chipset PCI Express Root Port 2 (rev 05)
00:1c.4 PCI bridge: Intel Corporation 5 Series/3400 Series Chipset PCI Express Root Port 5 (rev 05)
00:1c.7 PCI bridge: Intel Corporation 5 Series/3400 Series Chipset PCI Express Root Port 8 (rev 05)
00:1d.0 USB Controller: Intel Corporation 5 Series/3400 Series Chipset USB2 Enhanced Host Controller (rev 05)
00:1e.0 PCI bridge: Intel Corporation 82801 Mobile PCI Bridge (rev a5)
00:1f.0 ISA bridge: Intel Corporation Mobile 5 Series Chipset LPC Interface Controller (rev 05)
00:1f.2 SATA controller: Intel Corporation 5 Series/3400 Series Chipset 6 port SATA AHCI Controller (rev 05)
00:1f.3 SMBus: Intel Corporation 5 Series/3400 Series Chipset SMBus Controller (rev 05)
01:00.0 VGA compatible controller: nVidia Corporation Device 0a68 (rev a2)
01:00.1 Audio device: nVidia Corporation High Definition Audio Controller (rev a1)
02:00.0 Network controller: Broadcom Corporation Device 4357 (rev 01)
03:00.0 Ethernet controller: Realtek Semiconductor Co., Ltd. RTL8111/8168B PCI Express Gigabit Ethernet controller (rev 03)
04:00.0 FireWire (IEEE 1394): JMicron Technology Corp. IEEE 1394 Host Controller
04:00.1 System peripheral: JMicron Technology Corp. SD/MMC Host Controller
04:00.2 SD Host controller: JMicron Technology Corp. Standard SD Host Controller
04:00.3 System peripheral: JMicron Technology Corp. MS Host Controller
04:00.4 System peripheral: JMicron Technology Corp. xD Host Controller
ff:00.0 Host bridge: Intel Corporation Core Processor QuickPath Architecture Generic Non-core Registers (rev 02)
ff:00.1 Host bridge: Intel Corporation Core Processor QuickPath Architecture System Address Decoder (rev 02)
ff:02.0 Host bridge: Intel Corporation Core Processor QPI Link 0 (rev 02)
ff:02.1 Host bridge: Intel Corporation Core Processor QPI Physical 0 (rev 02)
ff:02.2 Host bridge: Intel Corporation Core Processor Reserved (rev 02)
ff:02.3 Host bridge: Intel Corporation Core Processor Reserved (rev 02)

Al primo avvio Windows 7 dava un bellissimo errore riportato qui. Non ho potuto fare altro che scaricare Ubuntu 10.04 Lucid Lynx a 64 bit e procedere con l’installazione. Tutto è stato ricososciuto al primo colpo ed ho dovuto scaricare solo i driver proprietari della scheda Wireless, per farla partire al meglio, e della scheda Nvidia, per abilitare gli effetti vari.

Linux Rules!!!!!!!

Ciao Alberto

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Materiale serata per Ubuntu 10.04 Lucid Lynx

6 maggio 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti, come ampiamente annunciato qui sul blog e qui sul wiki ieri sera si è tenuta al BgLUG la serata per il rilascio della nuova versione di Ubuntu. Erano presenti un buon buon numero di persone, chi per installare ubuntu sul pc (3 installazioni, di cui una fatta da me), chi per provare la distribuzione e chi per chiedere maggiori informazioni o assistere semplicemente alla serata in cui ci siamo avvicendati io e Alessandro Bosio.

Io mi sono dedicato alla parte introduttiva della serata con una breve presentazione del LUG, delle sue finalità e qualche informazione generale sulla distro e sulle nuove features introdotte. Posto qui il link alla presentazione che ho fatto, in formato Open Document di OpenOffice Impress:

Presentazione serata

la presentazione è molto “grafica”, poche parole, ma immagini molto significative per associare il concetto all’immagine. In questo modo il messaggio passa più facilmente senza fare una presentazione noiosa.
A supporto della presentazione ho anche realizzato una versione cartacea in cui vengono date maggiori informazioni su Ubuntu, la sua storia, le novità introdotte in modo che i presenti possano leggerlo quando vogliono e trovare link per approfondire:

Foglietto informativo

Alessandro, che ha molta più esperienza nel campo della diffusione di Ubuntu e conosce meglio di me (che sono un eremita) le richieste degli utenti, ha fatto vedere un’installazione di Ubuntu in macchina virtuale in dual boot con Windows 7, spiegando passo passo tutti i vari step e mostrato in azione il sistema, andando più a fondo nelle novità che sono state introdotte.

Ringrazio tutti i presenti per la presenza e alla prossima

Ciao Alberto

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Visualizzare pdf direttamente da Firefox

2 maggio 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti, vi siete mai trovati nella situazione di dover aprire un link ad un .pdf mentre navigate in internet? e magari vorreste vedere il documento .pdf direttamente nel bowser senza aprire nient’altro…

A me capita praticamente tutti i giorni. Per quanti di voi hanno installato Adobe Reader sul pc questa cosa non presenta particolare problemi perchè la visualizzazione del documento è possibilie direttamente nel browser, per chi come me non ha Adobe Reader sul pc la cosa non è così immediata [1]. C’è però un molto semplice per visualizzare i file .pdf direttamente in Firefox installando un’estensione: gPDF, da come si legge nella pagina:

You will never require a desktop based PDF viewer again! Google Docs Viewer is an online tool to view PDF files without any download/software. This add-on sets all PDF links to open view Google Docs Viewer.

Questa estensione si appoggia quindi al Google Docs Viewer per visualizzare i file .pdf e aprirli in una nuova scheda di Firefox… a questo punto ci potrebbe essere la domanda: ma se voglio salvare il .pdf?

Don’t worry. Google Docs Viewer has a download link at top. So, view PDF files online – and when you need to download them (for offline viewing etc.), use the download link at Google Docs Viewer.

Si possono salvare i pdf direttamente sul pc utilizzando un comodo link all’inizio della pagina.

Quando avrete installato l’estensione per Firefox ogni volta che cliccherete sul link ad un file .pdf vi si aprirà una nuova scheda di Firefox e potrete leggere il file .pdf direttamente dal browser, se vorrete salvarlo ci sarà, all’inizio della pagina, un comodissimo link dal quale far partire il download.

Più facile di così ;-)
Ciao Alberto

[1] Adobe Reader per Linux c’è, e ovviamente anche per la mia Archlinux (pacchetto acroread-it 8.1.7-1) ma ho scelto di non installarlo perchè sarebbero 49,9 MB per un programma che non mi serve ed è sostituito perfettamente nelle sue funzionionalità da Evince

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Categorie:Linux Tag: