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Archivio per settembre 2010

Installare Drupal in locale su Fedora 13

29 settembre 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti, dopo aver installato un web server, come spiegato qui andiamo ora ad installare Drupal in sulla nostra Fedora. Prima di cominciare dobbiamo subito modificare il file di configurazione di SELinux perchè se da una parte è un programma che dovrebbe rendere l’utilizzo del sistema più sicuro, dall’altra fa a pugni con l’installazione di Drupal. Apriamo quindi un terminale, prendiamo i privilegi dell’utente root e modifichiamo il file /etc/selinux/config andando a cambiare la riga:

SELINUX=enforcing

in

SELINUX=disabled

in questo modo SELinux non darà più problemi, a questo punto riavviamo a quando la nostra Fedora ripartirà saremo pronti ad intallare Drupal.

Avete riavviato….bene, siamo pronti per installare Drupal. Andiamo quindi sul sito di Drupal e apriamo la pagina di Download, la versione disponibile ad oggi è la 6.19. Scarichiamo quindi il pacchetto drupal-6.19.tar.gz e scompattiamolo con il comando

tar -zxvf drupal-6.19.tar.gz

che creerà una cartella drupal-6.19, rinominatela subito in drupal. A questo punto spostate tutta la cartella drupal nella cartella di default del vostro server web con:

sudo cp -r drupal/ /var/www/html/

prima di cominciare l’installazione dobbiamo settare alcune cose come si legge anche dal file INSTALL.txt presente nella directory di drupal. Per fare tutti in maniera più facile spostiamoci nella cartella di drupal con:

cd /var/www/html/drupal/

copiamo quindi il file default.settings.php contenuto nella cartella sites/default/ e chiamiamolo settings.php con il comando:

sudo cp sites/default/default.settings.php sites/default/settings.php

diamo i privilegi di scrittura al file:

sudo chmod o+w sites/default/settings.php

diamo i privilegi di scrittura anche alla cartella sites/default con:

sudo chmod o+w sites/default

A questo punto prima di far partire l’installazione dobbiamo creare un tabella MySQL che conterrà tutte le informazioni/impostazioni di Drupal, per farlo apriamo un browser e andiamo su http://localhost/phpmyadmin/, ci verrò chiesta la password che abbiamo messo quando abbiamo installato MySQL per l’utente root. Una volta avviato phpmyadmin nella sezione chiamata MySQL localhost nel campo di testo Create new database mettiamo drupal e facciamo click sul bottone Create.

Fatto questo creiamo una cartella sites all’interno della cartella di Drupal e diamogli i privilegi di scrittura con i comandi:

sudo mkdir sites/default/files
sudo chmod o+w sites/default/files

Per installare Drupal apriamo un browser e andiamo all’indirizzo http://localhost/drupal/ e ci ritroveremo davanti una schermata del genere

clicchiamo su Install Drupal in English (vedremo in un altro tutorial come metterlo in italiano) e partirà il processo di installazione dove ci verranno chieste diverse informazioni come:

  • Nome del database: che sarà drupal, l’abbiamo creato prima
  • Utente del database: che sarà root
  • Password del database: quella che abbiamo messo prima per far il login in phpmyadmin

e cose molto più specifiche riguardo all’installazione di Drupal come per esempio:

  • Nome del sito
  • Email del sito
  • Username dell’amministratore
  • Password dell’amministratore
  • Default time zone

alla fine troverete anche la possibilità di avere gli aggiornamenti automatici, personalmente non l’ho messa.

Fatto! Ora avete la vostra installazione di Drupal sul vostro webserver, per accedere al vostro sito prova con Drupal basterà mettere nella barra degli indirizzi del browser http://localhost/drupal/

Ciao Alberto

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Installare Apache2 con PHP5 e MySQL su Fedora 13

27 settembre 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti dopo aver installato Fedora 13 ho cercato un po’ in giro un tutorial per installare un server web con Apache e avere il supporto per PHP e MySQL, il tutto per poter installare una copia locale di Drupal (sto realizzando un sito e prima di metterlo on-line volevo sistemarlo per benino). Girovagando, zio Google mi ha portato su questa pagina:
Installing Apache2 With PHP5 And MySQL Support On Fedora 13 (LAMP)

La guida è veramente ben fatta e vorrei qui riportarne una traduzione, anche se è molto chiara e lineare anche in inglese.

Installazione MySQL

Installiamo prima di tutto MySQL. Aprimo un terminale, loggiamoci come amministratore (con il classico su -i) e diamo il comando:

yum install mysql mysql-server

facciamo in modo che MySQL parta quando avviamo il pc e avviamo il MySQL server:

chkconfig --levels 235 mysqld on
/etc/init.d/mysqld start

lanciamo ora:

mysql_secure_installation

per settare la password dell’utente root (altrimenti chiunque potrebbe accedere al database MySQL). A questo punto dovrebbe apparirci questo (in cui dobbiamo immettere tutte le informazioni richieste):

NOTE: RUNNING ALL PARTS OF THIS SCRIPT IS RECOMMENDED FOR ALL MySQL
      SERVERS IN PRODUCTION USE!  PLEASE READ EACH STEP CAREFULLY!
 
 
In order to log into MySQL to secure it, we ll need the current
password for the root user.  If you have just installed MySQL, and
you have not set the root password yet, the password will be blank,
so you should just press enter here.
 
Enter current password for root (enter for none): <-- 'ENTER'
OK, successfully used password, moving on...
 
Setting the root password ensures that nobody can log into the MySQL
root user without the proper authorisation.
 
Set root password? [Y/n] <-- 'ENTER'
New password: <-- 'yourrootsqlpassword'
Re-enter new password: <-- 'yourrootsqlpassword'
Password updated successfully!
Reloading privilege tables..
 ... Success!
 
By default, a MySQL installation has an anonymous user, allowing anyone
to log into MySQL without having to have a user account created for
them.  This is intended only for testing, and to make the installation
go a bit smoother.  You should remove them before moving into a
production environment.
 
Remove anonymous users? [Y/n] <-- 'ENTER'
 ... Success!
 
Normally, root should only be allowed to connect from localhost.  This
ensures that someone cannot guess at the root password from the network.
 
Disallow root login remotely? [Y/n] <-- 'ENTER'
 ... Success!
 
By default, MySQL comes with a database named test that anyone can
access.  This is also intended only for testing, and should be removed
before moving into a production environment.
 
Remove test database and access to it? [Y/n] <-- 'ENTER'
 - Dropping test database...
 ... Success!
 - Removing privileges on test database...
 ... Success!
 
Reloading the privilege tables will ensure that all changes made so far
will take effect immediately.
 
Reload privilege tables now? [Y/n] <-- 'ENTER'
 ... Success!
 
Cleaning up...
 
All done!  If you have completed all of the above steps, your MySQL
installation should now be secure.
 
Thanks for using MySQL!

N.B.: Le parti in rosso sono quelle in cui voi dovrete fare qualche cosa: digitare la password dell’utente root di MySQL e ‘ENTER’ quando dovete premere invio.

Installazione Apache2

Per installare Apache2 è sufficiente il comando da terminale:

yum install httpd

facciamo in modo che parta all’avvio del pc

chkconfig --levels 235 httpd on

e avviamolo:

/etc/init.d/httpd start

a questo punto provando ad aprire un browser e mettendo come indirizzo http://localhost/ dovremmo vedere una pagina del genere:

Installazione PHP

L’installazione di PHP è molto semplice, come del resto quelle già viste, basta infatti dare da terminale:

yum install php

e riavviare Apache2

/etc/init.d/httpd restart

Testare PHP5 e ottenere dettagli dall’installazione

Per testare la corretta installazione di PHP, creiamo un file chiamato info.php e mettiamolo nella cartella di default del nostro web server, che in Fedora è in /var/www/html/, il tutto può essere fatto con:

touch /var/www/html/info.php

all’interno del file dobbiamo mettere le righe

<?php
phpinfo();
?>

dal browser collegandoci a http://localhost/info.php dovremmo vedere una pagina del tipo:

scorrendo la pagina possiamo vedere tutti i moduli che sono abilitati in PHP, MySQL non è ancora presente quindi dobbiamo abilitarlo.

Ottenere il supporto di MySQL in PHP5

Per ottenere il supporto MySQL dobbiamo installare il pacchetto php-mysql, oltre a quello installiamo anche altri pacchetti che potrebbero tornare utili dando il comando:

yum install php-mysql php-gd php-imap php-ldap php-odbc php-pear php-xml php-xmlrpc php-eaccelerator php-magickwand php-magpierss php-mbstring php-mcrypt php-mssql php-shout php-snmp php-soap php-tidy

riavviamo ancora Apache2:

/etc/init.d/httpd restart

ricollegandoci a http://localhost/info.php dovremmo vedere tra i moduli abilitati anche MySQL.

phpMyAdmin

Infine installiamo anche phpMyAdmin un’utile applicazione web che ci consente di interagire con MySQL in modo molto semplice, phpMyAdmin può essere installato in questo modo:

yum install phpmyadmin

modifichiamo il suo file di configurazione /etc/httpd/conf.d/phpMyAdmin.conf, vi riporto il mio:

# phpMyAdmin - Web based MySQL browser written in php
# 
# Allows only localhost by default
#
# But allowing phpMyAdmin to anyone other than localhost should be considered
# dangerous unless properly secured by SSL
 
Alias /phpMyAdmin /usr/share/phpMyAdmin
Alias /phpmyadmin /usr/share/phpMyAdmin
 
#<Directory /usr/share/phpMyAdmin/>
#   Order Deny,Allow
#   Deny from All
#   Allow from 127.0.0.1
#   Allow from ::1
#</Directory>
 
#<Directory /usr/share/phpMyAdmin/setup/>
#   Order Deny,Allow
#   Deny from All
#   Allow from 127.0.0.1
#   Allow from ::1
#</Directory>
 
# These directories do not require access over HTTP - taken from the original
# phpMyAdmin upstream tarball
#
<Directory /usr/share/phpMyAdmin/libraries/>
    Order Deny,Allow
    Deny from All
    Allow from None
</Directory>
 
<Directory /usr/share/phpMyAdmin/setup/lib/>
    Order Deny,Allow
    Deny from All
    Allow from None
</Directory>
 
# This configuration prevents mod_security at phpMyAdmin directories from
# filtering SQL etc.  This may break your mod_security implementation.
#
#<IfModule mod_security.c>
#    <Directory /usr/share/phpMyAdmin/>
#        SecRuleInheritance Off
#    </Directory>
#</IfModule>

riavviamo per l’ultima volta Apache2:

/etc/init.d/httpd restart

e collegandoci a http://localhost/phpmyadmin/ dovremmo vedere l’interfaccia web di phpMyAdmin:

Nel prossimo articolo vedremo come installare Drupal in locale, sul webserver che abbiamo appena installato.

Ciao Alberto

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RPMFusion e Flash in Fedora 13

24 settembre 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti oggi ho installato Fedora 13 sul mio MacBook e subito ho aggiunto alcuni repository a quelli presenti di default per avere il supporto ai codec multimediali come mp3, dvix, dvd, quant’altro e il supporto al flash player.

I primi repository da abilitare sono quelli di RPMFusion:

unico repository i pacchetti che una volta erano disponibili in livna, dribble e Freshrpms consentendo agli utenti Fedora di ricercare ed installare tutti quei software che non possono essere distribuiti direttamente con Fedora.

I repository RPMFusion si dividono in due parti:

      free: for Open Source Software (as defined by the Fedora Licensing Guidelines) which the Fedora project cannot ship due to other reasons
      Non Free: for redistributable software that is not Open Source Software (as defined by the Fedora Licensing Guidelines); this includes software with publicly available source-code that has “no commercial use”-like restrictions

per poter dire alla propria Fedora di utilizzare anche questi repository basta aprire un terminale, diventare amministrare e dare:

su -
# rpm -ivh http://download1.rpmfusion.org/free/fedora/rpmfusion-free-release-stable.noarch.rpm
# rpm -ivh http://download1.rpmfusion.org/nonfree/fedora/rpmfusion-nonfree-release-stable.noarch.rpm

aggiorniamo i repository con un:

# yum update

per installare tutti i codec necessari diamo il comando:

# yum install gstreamer-plugins-bad gstreamer-plugins-ugly xine-lib-extras-nonfree gstreamer-ffmpeg xmms xmms-mp3 xine xine-lib libdvdcss

e perchè no, installiamo anche VLC:

# yum install vlc

A questo punto per installare il flash player dobbiamo aggiungere anche un altro repository, per farlo diamo il comando:

# rpm -ivh http://linuxdownload.adobe.com/adobe-release/adobe-release-i386-1.0-1.noarch.rpm
# rpm --import /etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY-adobe-linux

aggiorniamo i repository con:

# yum check-update

e installiamo con

yum install flash-plugin nspluginwrapper alsa-plugins-pulseaudio libcurl

Semplice vero ;-)

Ciao Alberto

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Installazione FCKeditor per Drupal

20 settembre 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti in questi giorni sto utilizzando Drupal per la realizzazione di un sito internet e ho trovato molto utile l’installazione del modulo FCKeditor che consente di scrivere un post/pagina in Drupal utilizzando i classici pulsanti che abbiamo in un editor di testo come OpenOffice Writer e avere subito la preview di come sarà il nostro post. FCKeditor consente la scrittura WYSIWYG, come si legge dalla pagina ufficiale del modulo su sito di Drupal:

This module allows Drupal to replace textarea fields with the FCKeditor – a visual HTML editor, sometimes called WYSIWYG editor. This HTML text editor brings many of the powerful WYSIWYG editing functions of known desktop editors like Word to the web. It’s relatively lightweight and doesn’t require any kind of installation on the client computer.

Prima di tutto dobbiamo scaricare i due file necessari per installare il tutto, questi due file sono:

In rete ci sono tantissime guide che illustrano come fare ma personalmente mi sono basato su file README.txt, incluso nell’archivio, che trovo ben fatto. Qui riporto i passi da compiere per rendere operativo il modulo (che di fatto sono la traduzione di quanto scritto nel README):

  • Scompattare l’archivio fckeditor-6.x-2.1.tar.gz, da terminale può essere fatto con:

    tar -zxvf fckeditor-6.x-2.1.tar.gz

    e verrà creata una cartella chiamata fckeditor
  • Uplodare la cartella nell’albero dell’installazione di Drupal nella posizione sites/all/modules. Nel mio caso per l’installazione di Drupal in locale ho dato come comando da terminale

    cp -r fckeditor/ /srv/http/drupal/sites/all/modules

    nel caso aveste un’installazione su un server allora la cartella in cui copiare dovrebbe essere qualcosa del tipo: example.com/drupal/sites/all/modules
  • Scompattare l’archivio FCKeditor_2.6.6.tar.gz (nello stesso modo visto sopra) e copiare il contenuto in sites/all/modules/fckeditor/fckeditor, quindi nel mio caso mi sono spostato nella cartella appena creata

    cd fckeditor

    e copiato il suo contenuto nell’installazione di Drupal:

    cp -r * /srv/http/drupal/sites/all/modules/fckeditor/fckeditor
  • Abilitare il modulo dal pannello di amministrazione di Drupal. Quindi si deve fare il login come amministratore e poi seguire il percorso: Amministra -> Costruzione del sito -> Moduli e attivare FCKeditor.
  • Assicurare i permessi di esecuzione di FCKeditor agli utenti andando su Amministra -> Gestione utente -> Permessi e nella sezione per modulo fckeditor mettere la spunta su access fckeditor solo per l’utente autenticato, personalmente ritengo che quello anonimo debba solo leggere i contenuti e quindi non avrebbe senso potergli permettere di utilizzare fckeditor che è utile per la modifica.
  • Modificare l’aspetto di FCKeditor andando su Amministra -> Configurazione del sito -> FCKeditor. In questa sezione possiamo modificare l’aspetto di FCKeditor per i vari utenti. Io per esempio ho modificato l’utente Advanced e nella sezione Editor appearance ho scelto come Skin quella di default e come lingua l’italiano.
  • Modificare i filtri per l’HTML andando su Amministra -> Configurazione del sito -> Formati di input, scegliere Filtered HTML, cliccare su configura e poi andare nella scheda Configura. Nella Text Area sotto Tag HTML permessi cancellare il testo presente e inserire:
    <a> <p> <span> <div> <h1> <h2> <h3> <h4> <h5> <h6> <img> <map> <area> <hr> <br> <br /> 
    <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd> <table> <tr> <td> <em> <b> <u> <i> <strong> <font> <del> 
    <ins> <sub> <sup> <quote> <blockquote> <pre> <address> <code>  <cite> <embed> 
    <object> <param> <strike> <caption>

    spostarsi quindi nella scheda Modifica e togliere la spunta da Convertitore a capo (line break), salviamo la configurazione.

A questo punto dovremmo avere il nostro FCKeditor perfettamente funzionante e sarà più facile aggiungere/modificare i nostri contenuti su Drupal.

Ciao Alberto

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Nuova proposta per Chignolo d’Isola

9 settembre 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti, questa sera ho partecipato alla riunione della commissione biblioteca di Chignolo d’Isola per presentare di persona un’iniziativa che vorrei realizzare. Settimana scorsa ho mandato questa lettera di presentazione:

  1. Richiesta versione Open Text Document
  2. Richiesta versione PDF

e sono stato inserito dalla bibliotecaria (grazie Elisa) come “argomento” di cui parlare nella riunione di questa sera.

Ma veniamo al dunque: cosa ho proposto?

La mia idea è di organizzare una serata, che si è poi deciso di fare in una sala del Comune probabilmente l’11/18 novembre, in cui tenere una presentazione (nel vero senso della parola… con le slide) in cui parlare delle nuove tecnologie che entrano nel mondo dell’editoria e dei libri.
Si parlerà di ebook, di come questi si stiano introducendo nella vita delle persone (si anche nella vostra ma non ve ne siete ancora accorti), delle modifiche che potrebbero apportare alla fruizione delle informazioni (in questo caso libri) dei risparmi in termini di materie prime e di tempo, andando a delineare il nuovo scenario in cui ci stiamo addentrando con i suoi pro e i suoi contro.
Nella presentazione verranno riportati esempi di queste modifiche ponendo l’attenzione sui dati che secondo me sono più significativi per inquadrare nel modo corretto il fenomeno.
Parlerò anche di nuovi modi per la fruizione delle notizie, giornali che si trasformano in blog o siti internet, la scomparsa delle edizioni cartecee dei quotidiani e la loro sostituzione con la versione elettronica, vedi New York Times. Il servizio Feed RSS per essere sempre aggiornati sulle notizie che arrivano dai siti o blog che ci interessano di più… e molto altro.

La presentazione non sarà nella maniera tradizionale, per intenderci in quel modo odioso di fare le presentazioni con slide piene di parole/dati/grafici in cui non si sa mai se ascoltare chi ci parla o leggere la slide, e che poi sfocia nel non fare nè l’uno nè l’altro, ma verrà posta molta attenzione sull’aspetto visivo ed evocativo (che parolone) delle immagini e come queste possono essere usate per trasmettere contenuti in modo che siano più facilmente memorizzabili.

Sarà come sempre una bella avventura e non vedo l’ora di buttarmi nella mischia!

Ciao Alberto

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Impressioni sul primo libro con licenza Creative Commons

7 settembre 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti, questa mattina via Twitter sono venuto a conoscenza del primo libro (per quanto ne so) rilasciato sotto licenza Creative Commons. Il libro in questione è: Algebra 1: volume completo disponibile sul sito di Matematicamente.it, e rilasciato con Licenza Creative Commons BY-NC-SA. Il libro può essere scaricato in formato pdf con la possibilità di: riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare , modificare l’opera. La licenza infatti pone queste condizioni:

  1. Attribuzione – Devi attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore o da chi ti ha dato l’opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l’opera.
  2. Non commerciale — Non puoi usare quest’opera per fini commerciali.
  3. Condividi allo stesso modo – Se alteri o trasformi quest’opera, o se la usi per crearne un’altra, puoi distribuire l’opera risultante solo con una licenza identica o equivalente a questa.

Diciamo innanzitutto che sono rimasto colpito dall’iniziativa, in particolar modo dalla sua valenza didattica e dalla possibilità per gli studenti di risparmiare sul costo del libro, infatti il costo sarebbe solo quello della stampa. Vorrei quindi riportare alcune impressioni, idee che mi sono fatto sull’iniziativa:

  • L’iniziativa è lodevole perchè raccoglie diverse persone con diverse competenze e conoscenze, infatti da come si legge:
    Il manuale è scritto in forma collaborativa da circa 40 collaboratori tra docenti, appassionati e studenti.

    tutti impegnati nel perseguire uno scopo comune, anche se non ci capisce come siano stati suddivisi i compiti… Il fatto di avere 40 persone impegnate rende più facile il compito di correzione degli errori e aggiunta di nuovi contenuti.

  • L’idea di rilasciare il documento sotto licenza Creative Commons BY-NC-SA è secondo me buona in quanto consente a chiunque di utilizzare il documento, modificarlo, migliorarlo e di rilasciare il tutto con la stessa licenza (molto simile alla viralità nella licenza GPL) in modo che tutti abbiano sempre la stessa libertà ad ogni nuova versione, il tutto ovviamente citando gli autori dell’opera da cui si è preso spunto come richiede la clausola BY.

In questi due punti secondo me si può trovare la valenza didattica perchè si dimostra che è possibile realizzare un manuale di testo in maniera partecipativa come DEVE essere la cultura (in questo caso scientifica) e rilasciare l’opera non con una licenza del tipo:

questo l’ho fatto IO, tu non ha diritti perchè l’ho fatto IO, devi pagarmi perchè l’ho fatto IO

ma con una licenza:

questo l’abbiamo fatto NOI, se vuoi darci una mano per migliorarlo sei il benvenuto

La cultura è proprio questo: migliorare ogni giorno di più, e questo può essere fatto solo se tutti possono aiutare e tutti sono trattati in maniera uguale, nel senso di:

siamo sulla stessa barca, è inutile che tutti tentino di fare la prima donna, remiamo tutti insieme nella stessa direzione e andremo di sicuro lontano

Ripeto dunque che trovo l’iniziativa molto interessante tuttavia vorrei fare qualche appunto/critica:

  • Il documento pare sia stato scritto con Microsoft Office Word e questo a mio modo di vedere non è un bel messaggio. Portare avanti un’idea di libertà di espressione, come vorrebbero le licenze Creative Commons, e poi utilizzare un programma proprietario per svolgere il lavoro non mi pare sia molto coerente, probabilmente è stato deciso di usare Microsoft Office Word perchè ce l’hanno tutti (scaricato o comprato)? non serve nessuna conoscenza per scrivere un documento e quindi ci si rivolge ad un numero potenzialmente maggiore di aiutanti? Be tutto questo si può fare anche con OpenOffice…
  • L’utilizzo di Word fa si che l’impaginazione del documento sia poco professionale, le formule matematiche, fondamentali in un libro di matematica, non sono scritte nel miglior modo possibile. Nel libro manca, di fatto, un indice e questo rende la ricerca dei contenuti molto difficoltosa.
  • La licenza permette agli utenti la modifica del documento e la sua eventuale ridistribuzione, sempre che il tutto sia rilasciato con la stessa licenza, ma trovo un po’ impegnativo prendere il formato pdf, che di per se è un formato per la stampa e quindi intrinsecamente non modificabile, e apportare delle modifiche. So perfettamente che ci sono diversi programmi che modificano i pdf ma l’operazione comunque non è molto agevole; mi sarebbe piaciuto poter avere a disposizione anche il documento in un formato più facilmente modificabile, come per esempio html o alla peggio un documento di testo, per intenderci alla Word.

Concludendo trovo l’iniziativa lodevole e mi fa molto piacere che finalmente qualcosa si muovi nella direzione della didattica libera spero solo che si sistemino quei problemi a cui ho accennato nell’ultima parte dell’articolo.

Ciao Alberto

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Color Bash Prompt

6 settembre 2010 Alberto Nessun commento

Volete pimpare il vostro prompt dei comandi?
Se la risposta è si allora consiglio vivamente di dare un’occhiata a questa pagina del wiki di Archlinux: Color Bash Prompt, che permette di aggiungere dei colori al vostro prompt di bash.
Per farlo è sufficiente andare a modificare la riga PS1='.......' del vostro ~/.bashrc e aggiungere le opzioni che vogliamo mettere, tutte hanno la stessa sintassi:

\[\e[ colore \] opzione \[\e[m\]

una volta fatta la modifica è sufficiente dare:

source ~/.bashrc

per fare in modo che le nuove impostazioni vengano aggiornate.

Le opzioni possibili sono:

 \a         an ASCII bell character (07)
  \d         the date in "Weekday Month Date" format (e.g., "Tue May 26")
  \D{format} the format is passed to strftime(3) and the result
             is inserted into the prompt string an empty format
             results in a locale-specific time representation.
             The braces are required
  \e         an ASCII escape character (033)
  \h         the hostname up to the first `.'
  \H         the hostname
  \j         the number of jobs currently managed by the shell
  \l         the basename of the shell's terminal device name
  \n         newline
  \r         carriage return
  \s         the name of the shell, the basename of $0 (the portion following
             the final slash)
  \t         the current time in 24-hour HH:MM:SS format
  \T         the current time in 12-hour HH:MM:SS format
  \@         the current time in 12-hour am/pm format
  \A         the current time in 24-hour HH:MM format
  \u         the username of the current user
  \v         the version of bash (e.g., 2.00)
  \V         the release of bash, version + patch level (e.g., 2.00.0)
  \w         the current working directory, with $HOME abbreviated with a tilde
  \W         the basename of the current working directory, with $HOME
             abbreviated with a tilde
  \!         the history number of this command
  \#         the command number of this command
  \$         if the effective UID is 0, a #, otherwise a $
  \nnn       the character corresponding to the octal number nnn
  \\         a backslash
  \[         begin a sequence of non-printing characters, which could be used
             to embed a terminal control sequence into the prompt
  \]         end a sequence of non-printing characters

mentre i colori:

txtblk='\e[0;30m' # Black - Regular
txtred='\e[0;31m' # Red
txtgrn='\e[0;32m' # Green
txtylw='\e[0;33m' # Yellow
txtblu='\e[0;34m' # Blue
txtpur='\e[0;35m' # Purple
txtcyn='\e[0;36m' # Cyan
txtwht='\e[0;37m' # White
bldblk='\e[1;30m' # Black - Bold
bldred='\e[1;31m' # Red
bldgrn='\e[1;32m' # Green
bldylw='\e[1;33m' # Yellow
bldblu='\e[1;34m' # Blue
bldpur='\e[1;35m' # Purple
bldcyn='\e[1;36m' # Cyan
bldwht='\e[1;37m' # White
unkblk='\e[4;30m' # Black - Underline
undred='\e[4;31m' # Red
undgrn='\e[4;32m' # Green
undylw='\e[4;33m' # Yellow
undblu='\e[4;34m' # Blue
undpur='\e[4;35m' # Purple
undcyn='\e[4;36m' # Cyan
undwht='\e[4;37m' # White
bakblk='\e[40m'   # Black - Background
bakred='\e[41m'   # Red
badgrn='\e[42m'   # Green
bakylw='\e[43m'   # Yellow
bakblu='\e[44m'   # Blue
bakpur='\e[45m'   # Purple
bakcyn='\e[46m'   # Cyan
bakwht='\e[47m'   # White
txtrst='\e[0m'    # Text Reset

mischiando tutto quello che ho deciso di utilizzare io è:

PS1='\[\e[0;31m\]\t\[\e[m\] \[\e[0;32m\]\u\[\e[m\] \[\e[0;34m\]\w\[\e[m\] \[\e[1;32m\]\$\[\e[m\] \[\e[0;37m\]'

e quando, per esempio, sono nella cartella ~/workspace/python, quello che ho nel terminale è:

13:56:13 kato ~/workspace/python $

Ciao Alberto

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Improve Pacman Performance

2 settembre 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti, come tutti voi saprete Archlinux (la distribuzione GNU/Linux che utilizzo) è una distribuzione rolling release il che significa che non ci sono dei veri e proprio rilasci di una nuova versione ogni tot di mesi, come fanno per esempio Ubuntu/OpenSuse/Fedora, ma viene costantemente aggiornata alle nuove versioni dei programmi quando esse sono disponibili. Di fatto ogni giorno ci sono quasi sempre due o tre aggiornamenti disponibili.

Mi sono chiesto: ma non c’è un modo per migliorare il download di questi pacchetti???

Girovagando, non ci è voluto molto per arrivare a questa pagina: Improve Pacman Performance, trovata sul wiki di Archlinux. I due metodi che ho adottato sono:

  1. Utilizzo di aria2 come gestore dei download
  2. Utilizzo di rankmirror per avere la lista dei cinque server più veloci

Entrambi i punti sono molto facili da ottenere. Per il primo basta installare il software aria2 che come si legge dal sito ufficiale

aria2 is a light-weight multi-protocol & multi-source download utility operated in command-line. The supported protocols are HTTP(S), FTP, BitTorrent (DHT, PEX, MSE/PE), and Metalink.

aria2 can download a file from multiple sources/protocols and tries to utilize your maximum download bandwidth. It supports downloading a file from HTTP(S)/FTP and BitTorrent at the same time, while the data downloaded from HTTP(S)/FTP is uploaded to the BitTorrent swarm. Using Metalink’s chunk checksums, aria2 automatically validates chunks of data while downloading a file like BitTorrent.

There are other alternatives, such as wget and curl, but aria2 has two distinctive features: (1) aria2 can download a file from several URIs(HTTP(S)/FTP/BitTorrent) and (2) If you give aria2 a list of URIs, aria2 downloads them concurrently. You don’t have to wait for the current download queue to finish one file at a time anymore. aria2 tries to utilize your maximum download bandwidth and downloads files quickly.

e dire a Pacman (il gestore dei pacchetti di Archlinux) di utilizzare lui come gestore dei download; per installarlo è sufficiente dare un:

sudo pacman -S aria2

a questo punto si deve andare a modificare il file /etc/pacman.conf e aggiungere nella sezione [options]:

XferCommand = /usr/bin/aria2c --allow-overwrite=true -c --file-allocation=none --log-level=error -m2 --max-connection-per-server=2 --max-file-not-found=5 --min-split-size=5M --no-conf --remote-time=true --summary-interval=60 -t5 -d / -o %o %u

per esempio la mia è passata da così:

# The following paths are commented out with their default values listed.
# If you wish to use different paths, uncomment and update the paths.
#RootDir     = /
#DBPath      = /var/lib/pacman/
#CacheDir    = /var/cache/pacman/pkg/
#LogFile     = /var/log/pacman.log
HoldPkg     = pacman glibc
# If upgrades are available for these packages they will be asked for first
SyncFirst   = pacman
#XferCommand = /usr/bin/wget --passive-ftp -c -O %o %u
#XferCommand = /usr/bin/curl -C - %u > %o

a così:

# The following paths are commented out with their default values listed.
# If you wish to use different paths, uncomment and update the paths.
#RootDir     = /
#DBPath      = /var/lib/pacman/
#CacheDir    = /var/cache/pacman/pkg/
#LogFile     = /var/log/pacman.log
HoldPkg     = pacman glibc
# If upgrades are available for these packages they will be asked for first
SyncFirst   = pacman
XferCommand = /usr/bin/aria2c --allow-overwrite=true -c --file-allocation=none --log-level=error -m2 --max-connection-per-server=2 --max-file-not-found=5 --min-split-size=5M --no-
conf --remote-time=true --summary-interval=60 -t5 -d / -o %o %u
#XferCommand = /usr/bin/wget --passive-ftp -c -O %o %u
#XferCommand = /usr/bin/curl -C - %u > %o
#CleanMethod = KeepInstalled
Architecture = auto

Fatto questo ho deciso di utilizzare anche Rankmirror che classifica i mirror in base alla loro velocità e scarica i pacchetti da quelli più veloci; per prima cosa è utile fare un backup del vecchio mirrorlist (così in caso di problemi sarà li):

# mv /etc/pacman.d/mirrorlist /etc/pacman.d/mirrorlist.bkc

a questo punto diamo il comando:

# rankmirrors -n 5 /etc/pacman.d/mirrorlist.bkc > /etc/pacman.d/mirrorlist

e pacman ricreerà per noi un nuovo mirrorlist con i 5 server più veloci. Per ultimo diamo il comando:

# pacman -Syy

così pacman si sincronizzerà con i nuovi mirror.
NB: tutte queste operazione devono essere fatte come utente root, per quello che ho messo il # all’inizio di ogni comando.

Maggiori informazioni su aria2 possono essere trovate a questi link:
aria2 – CLI Metalink/BitTorrent Client
Usage Sample
Basic Usage
BitTorrent Download

Ciao Alberto

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