Impressioni sul primo libro con licenza Creative Commons
Ciao a tutti, questa mattina via Twitter sono venuto a conoscenza del primo libro (per quanto ne so) rilasciato sotto licenza Creative Commons. Il libro in questione è: Algebra 1: volume completo disponibile sul sito di Matematicamente.it, e rilasciato con Licenza Creative Commons BY-NC-SA. Il libro può essere scaricato in formato pdf con la possibilità di: riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare , modificare l’opera. La licenza infatti pone queste condizioni:
- Attribuzione – Devi attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore o da chi ti ha dato l’opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l’opera.
- Non commerciale — Non puoi usare quest’opera per fini commerciali.
- Condividi allo stesso modo – Se alteri o trasformi quest’opera, o se la usi per crearne un’altra, puoi distribuire l’opera risultante solo con una licenza identica o equivalente a questa.
Diciamo innanzitutto che sono rimasto colpito dall’iniziativa, in particolar modo dalla sua valenza didattica e dalla possibilità per gli studenti di risparmiare sul costo del libro, infatti il costo sarebbe solo quello della stampa. Vorrei quindi riportare alcune impressioni, idee che mi sono fatto sull’iniziativa:
- L’iniziativa è lodevole perchè raccoglie diverse persone con diverse competenze e conoscenze, infatti da come si legge:
Il manuale è scritto in forma collaborativa da circa 40 collaboratori tra docenti, appassionati e studenti.
tutti impegnati nel perseguire uno scopo comune, anche se non ci capisce come siano stati suddivisi i compiti… Il fatto di avere 40 persone impegnate rende più facile il compito di correzione degli errori e aggiunta di nuovi contenuti.
- L’idea di rilasciare il documento sotto licenza Creative Commons BY-NC-SA è secondo me buona in quanto consente a chiunque di utilizzare il documento, modificarlo, migliorarlo e di rilasciare il tutto con la stessa licenza (molto simile alla viralità nella licenza GPL) in modo che tutti abbiano sempre la stessa libertà ad ogni nuova versione, il tutto ovviamente citando gli autori dell’opera da cui si è preso spunto come richiede la clausola BY.
In questi due punti secondo me si può trovare la valenza didattica perchè si dimostra che è possibile realizzare un manuale di testo in maniera partecipativa come DEVE essere la cultura (in questo caso scientifica) e rilasciare l’opera non con una licenza del tipo:
questo l’ho fatto IO, tu non ha diritti perchè l’ho fatto IO, devi pagarmi perchè l’ho fatto IO
ma con una licenza:
questo l’abbiamo fatto NOI, se vuoi darci una mano per migliorarlo sei il benvenuto
La cultura è proprio questo: migliorare ogni giorno di più, e questo può essere fatto solo se tutti possono aiutare e tutti sono trattati in maniera uguale, nel senso di:
siamo sulla stessa barca, è inutile che tutti tentino di fare la prima donna, remiamo tutti insieme nella stessa direzione e andremo di sicuro lontano
Ripeto dunque che trovo l’iniziativa molto interessante tuttavia vorrei fare qualche appunto/critica:
- Il documento pare sia stato scritto con Microsoft Office Word e questo a mio modo di vedere non è un bel messaggio. Portare avanti un’idea di libertà di espressione, come vorrebbero le licenze Creative Commons, e poi utilizzare un programma proprietario per svolgere il lavoro non mi pare sia molto coerente, probabilmente è stato deciso di usare Microsoft Office Word perchè ce l’hanno tutti (scaricato o comprato)? non serve nessuna conoscenza per scrivere un documento e quindi ci si rivolge ad un numero potenzialmente maggiore di aiutanti? Be tutto questo si può fare anche con OpenOffice…
- L’utilizzo di Word fa si che l’impaginazione del documento sia poco professionale, le formule matematiche, fondamentali in un libro di matematica, non sono scritte nel miglior modo possibile. Nel libro manca, di fatto, un indice e questo rende la ricerca dei contenuti molto difficoltosa.
- La licenza permette agli utenti la modifica del documento e la sua eventuale ridistribuzione, sempre che il tutto sia rilasciato con la stessa licenza, ma trovo un po’ impegnativo prendere il formato pdf, che di per se è un formato per la stampa e quindi intrinsecamente non modificabile, e apportare delle modifiche. So perfettamente che ci sono diversi programmi che modificano i pdf ma l’operazione comunque non è molto agevole; mi sarebbe piaciuto poter avere a disposizione anche il documento in un formato più facilmente modificabile, come per esempio html o alla peggio un documento di testo, per intenderci alla Word.
Concludendo trovo l’iniziativa lodevole e mi fa molto piacere che finalmente qualcosa si muovi nella direzione della didattica libera spero solo che si sistemino quei problemi a cui ho accennato nell’ultima parte dell’articolo.
Ciao Alberto





















