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Archivio per 22 gennaio 2011

Una storia…

22 gennaio 2011 Alberto Nessun commento

C’era una volta un ragazzo che era appassionato di scienza. In tutta la sua breve vita era sempre stato attratto dal sapere… sia chiaro non dal Sapere con la S maiuscola ma semplicemente da quel naturale spirito di conoscenza che accompagna gli uomini fin da quando hanno cominciato ad interrogarsi sul mondo che li circondava. Questo spirito di conoscenza lo aveva avvicianato alle più disparate materie, attratto da quell’innata voglia di conoscere. Più proseguiva in questo suo cammino più le cose si mostravano oscure, complesse ma al tempo stesso interessanti. Quelli che prima di lui avevano percorso, nelle maniere più disparate, le “strade del sapere” erano riusciti a portare un po’ di luce negli angoli più incredibi della natura, erano riusciti a spiegare la forza magnetica, quella elettrica, quella nucleare, avevano capito come si formava la materia, cosa era l’energia, perchè due molecole si combinano… nel suo piccolo poteva avere solo una visione offuscata di quegli argomenti, non supportato dal genio di quelli che lo avevavo preceduto, ma era comunque intenzionato a capire una parte di quella bellezza.
Si accorse però dopo poco tempo che qualcosa gli sfuggiva, tutte le cose che aveva studiato, a cui si erano interessato e che tanto lo appassionavano erano descritte, in maniera più o meno precisa, da modelli ed equazioni che non ammettevano possibilità di intepretazione. Tuttavia parte delle cose che vedeva ogni giorno non rispettavano quella visione, erano in un certo senso dei piccoli mostriciattoli che vagavano qua e la nel mondo mettendo a soqquadro le leggi che per molto tempo aveva imparato ad apprezzare. Non ci volle molto per inquadrare alcuni di questi mostri, uno rispondeva al nome di Amicizia, un mostriciattolo dai contorni incerti che si legava a due persone e cambiava totalmente il loro rapporto, faceva vedere smussati gli angoli della personalità che essi normalmente avrebbero visto, eliminava alcune caratteristiche negative e esaltava quelle positive. Poco dopo nel suo viaggio incontro Odio una piccola peste che, a differenza dell’amicizia, esaltava le caratteristiche negative e annullava ogni possibile rapporto tra due persone.
Il mondo era pieno di questi mostri, gli altri che se n’erano accorti provarono a dar loro una spiegazione razionale e in qualche modo ci riuscirono andando a tirar in ballo parole come attrazione, complicità, feeling… tutte parole che in un qualche senso descrivevano questi mostriciattoli.
Ma, nel ragazzo, c’era ancora qualche cosa che non quadrava, spesso pensava che ci fosse ancora qualche cosa che non era stata definita, qualcosa che mancava o che sfuggiva a tutte queste descrizioni, non era sicuro di cosa fosse, quale fosse il suo nome, ma era sicuro che dovesse essere li da qualche parte. Possibile che tutti quelli prima di lui non fossero stati capaci di trovarla?
Così si mise a cercare un qualche suo segno, una sua rappresentazione, un esempio inequivocabile della sua presenza, ma dopo molto vagare non fu in grado di trovarlo. Allora pensò che si fosse sbagliato, pensò che quelli prima di lui non l’avevano cercata o trovata perchè questa cosa no c’era e quindi non ci pensò più.
Il tutto filò liscio per molto tempo e il ragazzo finì per non pensarci più.
Finchè ad un tratto, quando ormai per molto tempo si era dedicato ad altro ebbe la sensazione che quella “cosa” che cercava tempo prima lo stesse fissando. Allora si voltò, si mise a testa in giù pensando di doverla cercare in maniera diversa da tutte le altre che aveva già trovato ma non vide nulla. Eppure quella cosa era sempre li e lui la sentiva.
Cercò in tutti i libri che conosceva una descrizione di quelle sensazioni, convinto che qualcun’altro le avesse provate, e ben presto si rese conto che si trattava di una cosa che gli uomini avevano invano cercato di descrivere, avevano provato a elencarne gli effetti ma sempre si erano fermati ad una descrizione troppo fumosa della questione, nessuno aveva mai spiegato cosa la generasse, perchè ad un certo punto nascesse e quale fosse la sua natura.
Ben preso si rese conto che nel suo mondo di mostriciattoli questa “cosa” era il mostro più grande di tutti, un mostro di cui nessuno conosceva la natura, la forma, un mostro che era sempre nascosto dietro alle spalle, sempre nell’ombra, una forza che non aveva eguali sulla terra, che faceva fare alle persone cose incredibili, che apportava una gioia immensa ma che al tempo stesso poteva farti sprofondare, poteva farti arrivare all’odio. Gli uomini non erano mai stati capaci di descriverla a causa della sua natura effimera ma concreta, potente ma invisibile… e questa “cosa” ben presto prese il nome di Amore.
Il ragazzo si chiese come affrontare questa forza che vedeva ovunque ma che non riusciva a catturare, come spiegarla e come usarla a suo vantaggio.
Tuttavia capì che l’amore non si può afferrare, vedere, usare, nascondere puoi solo tenerlo li con te e conviverci, non puoi scegliere quando usarlo e quando no, quando mostrarlo e quando no, non puoi controllarlo, quello che puoi fare è aspettare che venga il momento in cui si vuole mostrare e non opporti perchè, in ogni caso, non saresti in grado di affrontare la forza più grande di tutte.
Il ragazzo non poteva immaginare quello che gli sarebbe successo, non poteva sapere se quella forza sarebbe uscita o no, non poteva spiegarla, non poteva controllarla ma aveva finalmente capito che aveva a disposizione il più grande mostro di tutti e questo lo rendeva felice.

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