L’Open source è per gli innamorati
Oggi ho letto un articolo interessante in cui si fanno paragoni tra il software open source e l’amore, l’ho tradotto per voi:
E’ vero. Se pensate alle caratteristiche dell’open source e alle qualità per una relazione di successo, troverete un sacco di cose in comune.
APERTA: dovete essere aperti e flessibili per far funzionare una relazione. Tornando alla mia analogia preferita riguardante il software open source e quello proprietario si può dire che il software proprietario è come comprare una macchina con il tappo dell’olio saldato. Ah, dovete cambiare l’olio? Comprate una macchina nuova. Se non siete flessibili e aperti ai cambiamenti –se il vostro tappo dell’olio è saldato– sarà molto difficile far funzionare il motore dell’amore
TRASPARENZA: I segreti rovinano le relazioni. C’è bisogno che io dica altro?
FIDUCIA: Senza la fiducia in una relazione, state guidando voi stessi e il vostro partner alla pazzia. Si pensa sempre che l’altra persona non sia niente di buono e si assume sempre lo scenario peggiore.
PASSIONE: Naturalmente, la strada dell’open source attrae gli appassionati, attrae quelli che vogliono essere il cambiamento. Se non siete appassionati della vostra relazione, finerete per chiuderla, a causa di questo tutta la quiete se ne andrà abbastanza facilmente.
INIZIATIVA: L’open source è per quelli che vogliono “fare il cammino”. Volete cambiare? Fate qualcosa. Se siete interessati a qualcuno e ci pensate e basta, avete perso.
COLLABORAZIONE: Una comunità open source di successo è lavoro di gruppo e collaborazione. La stessa cosa è vera anche per le relazioni gratificanti. Voi date e voi ricevete.
DATE VELOCEMENTE, DATE SPESSO: In una relazione non potete fare bene tutte le volte, ma non potete smettere di provare. Questo è vero anche per il modello dell’open source. Poi potete costruire qualche cosa di migliore e più forte.
Aggiungetene altre all’analogia– penso che si possa andare avanti ancora per un po’.
Buon San Valentino a tutti da un amante dell’open source ad un altro.
L’articolo originale lo potete trovare qui





















