L’Open source è per gli innamorati

14 febbraio 2011 Alberto Nessun commento

Oggi ho letto un articolo interessante in cui si fanno paragoni tra il software open source e l’amore, l’ho tradotto per voi:

E’ vero. Se pensate alle caratteristiche dell’open source e alle qualità per una relazione di successo, troverete un sacco di cose in comune.

APERTA: dovete essere aperti e flessibili per far funzionare una relazione. Tornando alla mia analogia preferita riguardante il software open source e quello proprietario si può dire che il software proprietario è come comprare una macchina con il tappo dell’olio saldato. Ah, dovete cambiare l’olio? Comprate una macchina nuova. Se non siete flessibili e aperti ai cambiamenti –se il vostro tappo dell’olio è saldato– sarà molto difficile far funzionare il motore dell’amore

TRASPARENZA: I segreti rovinano le relazioni. C’è bisogno che io dica altro?

FIDUCIA: Senza la fiducia in una relazione, state guidando voi stessi e il vostro partner alla pazzia. Si pensa sempre che l’altra persona non sia niente di buono e si assume sempre lo scenario peggiore.

PASSIONE: Naturalmente, la strada dell’open source attrae gli appassionati, attrae quelli che vogliono essere il cambiamento. Se non siete appassionati della vostra relazione, finerete per chiuderla, a causa di questo tutta la quiete se ne andrà abbastanza facilmente.

INIZIATIVA: L’open source è per quelli che vogliono “fare il cammino”. Volete cambiare? Fate qualcosa. Se siete interessati a qualcuno e ci pensate e basta, avete perso.

COLLABORAZIONE: Una comunità open source di successo è lavoro di gruppo e collaborazione. La stessa cosa è vera anche per le relazioni gratificanti. Voi date e voi ricevete.

DATE VELOCEMENTE, DATE SPESSO: In una relazione non potete fare bene tutte le volte, ma non potete smettere di provare. Questo è vero anche per il modello dell’open source. Poi potete costruire qualche cosa di migliore e più forte.

Aggiungetene altre all’analogia– penso che si possa andare avanti ancora per un po’.
Buon San Valentino a tutti da un amante dell’open source ad un altro.

L’articolo originale lo potete trovare qui

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GNOME3 Test Day 2011-02-03

2 febbraio 2011 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti domani sarà il primo TestDay per GNOME 3. In questa giornata gli utenti potranno eseguire dei test su GNOME 3 e riportare i risultati di questi test agli sviluppatori. Riprendendo dal wiki di Fedora:

Cosa testare?

La puntata di oggi di Fedora Test Day si focalizza su GNOME 3. Questa è la prima di tre Fedora 15 Test Days focalizzate su GNOME 3. L’obiettivo di questo evento è quello di testare il più possibile le funzionalità di GNOME 3 per assicurare che funzioni correttamente e dia le funzionalità base necessarie per l’utilizzo giornaliero del Desktop.

E’ stata predisposta una pagina sul wiki di Fedora: Test Day:2011-02-03 GNOME3 Alpha dove è possibile trovare i casi d’uso che devono essere testati:

Il modo più facile per fare il test è quello di scaricarsi una versione LiveCD di Rawhide per la vostra architettura, che potete trovare qui: nightly-composes, fare il boot, e con il programma Smolt fare l’upload delle proprie caratteristiche Hardware come indicato qui: Smolt Usage. Per esempio il mio profilo hardware è questo.

Nel fare questi casi d’uso aiuterete sia la comunità di GNOME 3 che quella di Fedora, quindi se volete che GNOME 3 migliori sempre di più questa è un’occasione che non potete farvi scappare.

Ciao Alberto

PS: i risultati dei miei test li potete trovare nella tabella alla riga dell’utente kato ;-)

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Download delle immagini da Flickr

31 gennaio 2011 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti qualche giorno fa volevo provare ad utilizzare il programma Metapixel per realizzare dei fotomosaici come mostrato qui. Affinchè il risultato sia il migliore possibile è necessario avere a disposizione un numero molto elevato di immagini che poi saranno composte per andare a creare il mosaico. Il problema che si presentava a questo punto era: dove trovo tante immagini?
Ho quindi pensato al sito Flickr dove gli utenti mettono a disposizione immagini/foto da loro realizzate… la ricerca delle foto può essere fatta per soggetto ritratto o anche per licenza con la quale vengono messe a disposizione. Ovviamente il mio interesse si è indirizzato verso quelle che sono state licenziate con le Creative Commons. Ho notato che tutte le pagine che mostravano le immagini avevano questo URL:

http://www.flickr.com/search/?q=&l=cc&ct=0&mt=all&adv=1#page=

e guardando il sorgente della pagina le immagini erano indicate da questo tag:

<div class="ResultsThumbsChild">
   <div style="position:relative">
	<span class="photo_container pc_t"><a href="xxx" title="yyy"><img src="zzz" width="100" height="67" alt="www"  class="pc_img" border="0" /></a></span>
	<a href="xxx" onclick="return F.explore_search.show_detail(this,event,'3673363334')" title="More information" class="search-moreinfo search-moreinfo-small" style="margin-right:8px"><img src="http://l.yimg.com/g/images/spaceout.gif" /></a>
	</div>
	      <p class="ResultsThumbsChild">From <a href="xxx">xxx</a></p>
	</div>

Dove la parte che mi interessava (cioè quella che aveva il link all’immagine) era:

img src="zzz"

ho quindi pensato di scrivere un piccolo script in python in modo che andasse a leggere il sorgente della pagina e scaricasse tutte le immagini che erano linkate. Queste sono le pagine da cui ho preso spunto per creare lo script:

Questo è quello che ne è uscito (ho messo i commenti direttamente nel codice per spiegare cosa fa), file parsehtml.py:

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from sgmllib import SGMLParser
 
# definisco la classe che si occuperà di leggere il file html 
# e salvare i link alle immagini
class PARSER(SGMLParser):
    def reset(self):                              
        SGMLParser.reset(self)
        #vettore che conterrà i link
        self.linkimage = []
 
    #funzione che legge il file e cerca tutti i tag con img
    def start_img(self, attrs):      
        #per tutti i tag img leggo il campo src               
        src = [v for k, v in attrs if k=='src'] 
        for line in src:
                # se il campo src contiene farm allora lo salvo perchè è
                # un'immagine che mi interessa
		if (line.find("farm") != -1):
                        #aggiungo il link all'immagine nel vettore della classe
		    	self.linkimage.extend(src)

file main.py:

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import parsehtml, os, urllib
 
# scarico tutte le immagini delle prime 100 pagine
for i in range(1,101):
        # apro una connessione e scarico la pagina con quell'url, ad ogni iterazione del ciclo prendo una pagina diversa
        sock = urllib.urlopen("http://www.flickr.com/search/?q=&l=cc&ct=0&mt=all&adv=1#page=" + str(i))
        # mi faccio stampare la pagina che sto analizzando,
        # in realtà non serve a nulla ma è utile per capire a che punto sono arrivato
        print "http://www.flickr.com/search/?q=&l=cc&ct=0&mt=all&adv=1#page=" + str(i)
        # creo la classe che andrà ad analizzare la pagina
        parser = parsehtml.PARSER()
        # associo alla classe la pagina che ho appena scaricato
        parser.feed(sock.read())
        sock.close()
        parser.close()
        # per ogni link che è stato messo nel vettore scarica l'immagine corrispondente
        # per fare il download utilizzo un programma installato sul sistema chiamato aria2c
        # e salvo tutto nella cartella images
        for src in parser.linkimage: 
	        os.system('aria2c -d images ' + src)

salvando i file nella stessa cartella, creando la cartella images e lanciando il programma con il classico:

python main.py

il vostro pc farà il download di tutte le immagini nelle prime 100 pagine mentre voi vi fate la vostra rossa (birra) preferita.

Ciao Alberto

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KDE 4.6 in Fedora 14

29 gennaio 2011 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti oggi volevo provare a vedere le novità che sono state introdotte in KDE 4.6.
Le novità le potete trovare nelle pagine di annuncio del rilascio:

Ho deciso di creare una macchina virtuale con Fedora 14 con QEMU, in questo modo posso fare tutte le prove senza “sporcare” il sistema operativo con cui lavoro tutti i giorni; le guide che ho seguito per aggiornarlo/installarlo sono queste due (che ho modificato leggermente per renderle più semplici):

Aggiungere i repository

Apriamo un terminale e aggiorniamo il sistema con:

sudo yum -y update

aggiungiamo i repository da cui dovremo andare a scaricare i pacchetti dando:

sudo gedit /etc/yum.repos.d/kde.repo

e nel file aggiungiamo:

[kde]
name=kde
mirrorlist=http://apt.kde-redhat.org/apt/kde-redhat/fedora/mirrors-stable
gpgkey=http://apt.kde-redhat.org/apt/kde-redhat/kde-redhat.RPM-GPG-KEY
#gpgkey=file:///etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY-kde-redhat
enabled=1
 
[kde-testing]
name=kde-testing
mirrorlist=http://apt.kde-redhat.org/apt/kde-redhat/fedora/mirrors-testing
gpgkey=http://apt.kde-redhat.org/apt/kde-redhat/kde-redhat.RPM-GPG-KEY
#gpgkey=file:///etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY-kde-redhat
enabled=1
 
[kde-unstable]
name=kde-unstable
mirrorlist=http://apt.kde-redhat.org/apt/kde-redhat/fedora/mirrors-unstable
gpgkey=http://apt.kde-redhat.org/apt/kde-redhat/kde-redhat.RPM-GPG-KEY
#gpgkey=file:///etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY-kde-redhat
enabled=1

Da KDE 4.x a KDE 4.6

Per aggiornare KDE da una precedente versione è sufficiente dare:

su -c "yum -y upgrade"

seguito da

sudo rm -rf ~/.kde

in questo modo quando riavvieremo il PC KDE sarà “riinizializzato”. Chiudiamo il terminale, riavviamo e quando ci loggheremo avremo a disposizione il nostro KDE 4.6 nuovo fiammante.

Installare KDE 4.6

Nel caso non avessimo KDE installato sulla nostra macchina il comando da terminale da dare sarà:

su -c "yum -y upgrade"

seguito da:

sudo yum install @kde-desktop

che ci restiruirà una cosa del tipo:

Transaction Summary
================================================================================
Install     215 Package(s)
 
Total download size: 413 M
Installed size: 1.1 G
Is this ok [y/N]:

ovviamente rispondiamo y e procedere allo scaricamento dei pacchetti e alla loro installazione. Quando il sistema avrà terminato l’installazione riavviamo e scegliamo nella schermata di login KDE come sessione da avviare.

Ciao Alberto

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LibreOffice x86_64 e errore con le estensioni su Fedora 14

26 gennaio 2011 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti oggi pomeriggio stavo installando la nuova versione di LibreOffice 3.3 su un computer con Fedora 14 a 64 bit. Mi sono quindi collegato alla pagina di Download e ho scaricato i pacchetti

Ho scompattato gli archivi scaricati, andando a creare le cartelle LibO_3.3.0rc4_Linux_x86-64_install-rpm_en-US, LibO_3.3.0rc4_Linux_x86-64_langpack-rpm_it e LibO_3.3.0rc4_Linux_x86-64_helppack-rpm_it.

Installazione LibreOffice 3.3

Ho aperto un terminale e mi sono spostato nella cartella LibO_3.3.0rc4_Linux_x86-64_install-rpm_en-US e quindi nella sottocartella RPMS:

cd LibO_3.3.0rc4_Linux_x86-64_install-rpm_en-US/
cd RPMS/

Provando a lanciare i comandi per l’installazione tutto sembrava andare a buon fine ma quando poi provavo ad avviare LibreOffice c’era un problema con le estensioni che impediva al programma di partire. Ho risolto il tutto in una maniera tanto barbara quanto efficace: ho rimosso le estensioni! (al massimo le installerò in seguito quando mi serviranno). Le estensioni incriminate sono:

libobasis3.3-extension-mediawiki-publisher-3.3.0-6.x86_64.rpm
libobasis3.3-extension-nlpsolver-3.3.0-6.x86_64.rpm
libobasis3.3-extension-pdf-import-3.3.0-6.x86_64.rpm
libobasis3.3-extension-presentation-minimizer-3.3.0-6.x86_64.rpm
libobasis3.3-extension-presenter-screen-3.3.0-6.x86_64.rpm
libobasis3.3-extension-report-builder-3.3.0-6.x86_64.rpm

per eliminarle è sufficiente dare:

rm libobasis3.3-extension-*

Fatto questo, possiamo installare LibreOffice 3.3 dando il comando:

sudo rpm -ivh *.rpm

per poter integrare i programmi all’interno del menu ci dobbiamo spostare nella cartella desktop-integration con:

cd desktop-integration/

e installare il pacchetto apposito per le distrubuzioni derivate da RedHat:

sudo rpm -ivh libreoffice3.3-redhat-menus-3.3-6.noarch.rpm

Installazione pacchetti lingua italiana

Per avere LibreOffice 3.3 con la localizzazione in lingua italiana spostiamoci nella cartella LibO_3.3.0rc4_Linux_x86-64_langpack-rpm_it e quindi nella sottocartella RPMS

cd LibO_3.3.0rc4_Linux_x86-64_langpack-rpm_it
cd RPMS/

e installiamo tutti i pacchetti con:

sudo rpm -ivh *.rpm

Installazione del manuale in lingua italiana

Per avere a disposizione il manuale di LibreOffice 3.3 in lingua italiana è sufficiente spostarsi nella cartella LibO_3.3.0rc4_Linux_x86-64_helppack-rpm_it e quindi nella sottocartella RPMS

cd LibO_3.3.0rc4_Linux_x86-64_helppack-rpm_it
cd RPMS/

e installare il pacchetto:

sudo rpm -ivh libobasis3.3-it-help-3.3.0-6.x86_64.rpm

A questo punto abbiamo la nostra suite d’ufficio installata e funzionante sulla nostra Fedora 14 a 64 bit.

Ciao Alberto

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Una storia…

22 gennaio 2011 Alberto Nessun commento

C’era una volta un ragazzo che era appassionato di scienza. In tutta la sua breve vita era sempre stato attratto dal sapere… sia chiaro non dal Sapere con la S maiuscola ma semplicemente da quel naturale spirito di conoscenza che accompagna gli uomini fin da quando hanno cominciato ad interrogarsi sul mondo che li circondava. Questo spirito di conoscenza lo aveva avvicianato alle più disparate materie, attratto da quell’innata voglia di conoscere. Più proseguiva in questo suo cammino più le cose si mostravano oscure, complesse ma al tempo stesso interessanti. Quelli che prima di lui avevano percorso, nelle maniere più disparate, le “strade del sapere” erano riusciti a portare un po’ di luce negli angoli più incredibi della natura, erano riusciti a spiegare la forza magnetica, quella elettrica, quella nucleare, avevano capito come si formava la materia, cosa era l’energia, perchè due molecole si combinano… nel suo piccolo poteva avere solo una visione offuscata di quegli argomenti, non supportato dal genio di quelli che lo avevavo preceduto, ma era comunque intenzionato a capire una parte di quella bellezza.
Si accorse però dopo poco tempo che qualcosa gli sfuggiva, tutte le cose che aveva studiato, a cui si erano interessato e che tanto lo appassionavano erano descritte, in maniera più o meno precisa, da modelli ed equazioni che non ammettevano possibilità di intepretazione. Tuttavia parte delle cose che vedeva ogni giorno non rispettavano quella visione, erano in un certo senso dei piccoli mostriciattoli che vagavano qua e la nel mondo mettendo a soqquadro le leggi che per molto tempo aveva imparato ad apprezzare. Non ci volle molto per inquadrare alcuni di questi mostri, uno rispondeva al nome di Amicizia, un mostriciattolo dai contorni incerti che si legava a due persone e cambiava totalmente il loro rapporto, faceva vedere smussati gli angoli della personalità che essi normalmente avrebbero visto, eliminava alcune caratteristiche negative e esaltava quelle positive. Poco dopo nel suo viaggio incontro Odio una piccola peste che, a differenza dell’amicizia, esaltava le caratteristiche negative e annullava ogni possibile rapporto tra due persone.
Il mondo era pieno di questi mostri, gli altri che se n’erano accorti provarono a dar loro una spiegazione razionale e in qualche modo ci riuscirono andando a tirar in ballo parole come attrazione, complicità, feeling… tutte parole che in un qualche senso descrivevano questi mostriciattoli.
Ma, nel ragazzo, c’era ancora qualche cosa che non quadrava, spesso pensava che ci fosse ancora qualche cosa che non era stata definita, qualcosa che mancava o che sfuggiva a tutte queste descrizioni, non era sicuro di cosa fosse, quale fosse il suo nome, ma era sicuro che dovesse essere li da qualche parte. Possibile che tutti quelli prima di lui non fossero stati capaci di trovarla?
Così si mise a cercare un qualche suo segno, una sua rappresentazione, un esempio inequivocabile della sua presenza, ma dopo molto vagare non fu in grado di trovarlo. Allora pensò che si fosse sbagliato, pensò che quelli prima di lui non l’avevano cercata o trovata perchè questa cosa no c’era e quindi non ci pensò più.
Il tutto filò liscio per molto tempo e il ragazzo finì per non pensarci più.
Finchè ad un tratto, quando ormai per molto tempo si era dedicato ad altro ebbe la sensazione che quella “cosa” che cercava tempo prima lo stesse fissando. Allora si voltò, si mise a testa in giù pensando di doverla cercare in maniera diversa da tutte le altre che aveva già trovato ma non vide nulla. Eppure quella cosa era sempre li e lui la sentiva.
Cercò in tutti i libri che conosceva una descrizione di quelle sensazioni, convinto che qualcun’altro le avesse provate, e ben presto si rese conto che si trattava di una cosa che gli uomini avevano invano cercato di descrivere, avevano provato a elencarne gli effetti ma sempre si erano fermati ad una descrizione troppo fumosa della questione, nessuno aveva mai spiegato cosa la generasse, perchè ad un certo punto nascesse e quale fosse la sua natura.
Ben preso si rese conto che nel suo mondo di mostriciattoli questa “cosa” era il mostro più grande di tutti, un mostro di cui nessuno conosceva la natura, la forma, un mostro che era sempre nascosto dietro alle spalle, sempre nell’ombra, una forza che non aveva eguali sulla terra, che faceva fare alle persone cose incredibili, che apportava una gioia immensa ma che al tempo stesso poteva farti sprofondare, poteva farti arrivare all’odio. Gli uomini non erano mai stati capaci di descriverla a causa della sua natura effimera ma concreta, potente ma invisibile… e questa “cosa” ben presto prese il nome di Amore.
Il ragazzo si chiese come affrontare questa forza che vedeva ovunque ma che non riusciva a catturare, come spiegarla e come usarla a suo vantaggio.
Tuttavia capì che l’amore non si può afferrare, vedere, usare, nascondere puoi solo tenerlo li con te e conviverci, non puoi scegliere quando usarlo e quando no, quando mostrarlo e quando no, non puoi controllarlo, quello che puoi fare è aspettare che venga il momento in cui si vuole mostrare e non opporti perchè, in ogni caso, non saresti in grado di affrontare la forza più grande di tutte.
Il ragazzo non poteva immaginare quello che gli sarebbe successo, non poteva sapere se quella forza sarebbe uscita o no, non poteva spiegarla, non poteva controllarla ma aveva finalmente capito che aveva a disposizione il più grande mostro di tutti e questo lo rendeva felice.

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Sono un Fedora Ambassador

15 dicembre 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti è da un po’ che non scrivevo più qui a causa di svariati impegni (università in primis), ma volevo informarvi che nel frattempo sono diventato un Fedora Ambassador! ma facciamo qualche passo indietro e parliamo di come mi è venuta questa idea.

Tutti voi sapete che il software libero e le distribuzioni GNU/Linux sono portate avanti grazie al lavoro di milioni di utenti sparsi in giro per il mondo che si riuniscono in comunità. Queste comunità sono molto eterogenee ma tutte condividono gli stessi ideali (il software libero) e la stessa voglia di fare di tutto perchè quello in cui credono arrivi al maggior numero di persone.
Da circa 4 anni mi sto impegnando con più o meno intensità per dare una mano in questa direzione; qualche settimana fa ho quindi deciso di dare una svolta importante nel mio modo di partecipare all’interno comunità, mi sono quindi guardato intorno e ho cercato qualche cosa in cui credevo e in cui potevo impegnarmi…
La ricerca, a dire il vero, non è durata molto, infatti è bastato dare un’occhiata alla comunità della distribuzione che utilizzo: Fedora e vedere in che modo potessi darmi da fare.
Una posizione che ho trovato subito congeniale è quella di Ambassador:

Fedora Ambassadors are experienced contributors to the Fedora Project who are responsible for representing, promoting, and expanding the Fedora Project and its ideals to the larger F/LOSS community and the public at large.

molto interessante è anche la pagina che spiega come deve comportarsi un Fedora Ambassador: Ambassadors/Conduct, personalmente mi ritrovo in tutto quello che è scritto in quella pagina e ne riporto qui quelli che secondo me sono gli aspetti più significativi:

When acting as ambassador, you don’t just represent yourself, you represent the Fedora Project. When people think of you, they will think of the Fedora Project. This means that there are some important rules to follow, and giving the right impression is important setting aside personal biases in favor of goodwill for yourself and for Fedora.”

You are not to insult any other project or product, just focus on the strengths of Fedora

This is pretty simple. You represent the Fedora Project, which is sponsored by Red Hat. You do not represent Red Hat.

Presa coscienza che avrei voluto aiutare la comunità in quel modo ho percorso tutti gli step per diventare un Fedora Ambassador. Ho creato il mio account sul FAS, ho creato la mia pagina personale sul wiki di Fedora: User:Kato e fatto la richiesta. Mi è stato asseganto un Ambassador Mentor, nel mio caso era Pierros Papadeas, che ha voluto testare la mia preparazione sul progetto Fedora con domande più o meno tecniche e successivamente mi ha “sponsorizzato” (non sto scherzando si dice così) permettendomi di diventare un Fedora Ambassador.
Sono molto felice di questa nuova parte delle mia vita all’interno della comunità del software libero, farò il possibile per meritarmi questo ruolo, ma soprattutto spero di aiutare la comunità a crescere sempre di più.

Ciao Alberto

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Preparare Drupal per Aruba

4 dicembre 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti in queste settimane ho realizzato un sito internet con Drupal, per l’hosting e il dominio ho scelto quello messo a disposizione da Aruba.it: Hosting LINUX.
Ho dovuto modificare alcune cose per poter fare l’installazione su Aruba a causa delle impostazioni dei loro server, le modifiche da apportare le ho trovate su questo sito: Preparare Drupal per Aruba in cui si dice di creare il file .htaccess e mettere solo queste righe:

ErrorDocument 404 /index.php
RewriteEngine on
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-f
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-d
RewriteRule ^(.*)$ index.php?q=$1 [L,QSA]

in questo modo avremo anche la possibilità di avere a disposizione i Clean URLs. Successivamente si deve creare il file php.ini e aggiungere queste righe:

register_globals = 0
track_vars = 1
short_open_tag = 1
magic_quotes_gpc = 0
magic_quotes_runtime = 0
magic_quotes_sybase = 0
arg_separator.output = "&amp;"
session.cache_expire = 200000
session.gc_maxlifetime = 200000
session.cookie_lifetime = 2000000
session.auto_start = 0
session.save_handler = user
session.cache_limiter = none
allow_call_time_pass_reference = On
memory_limit = 24M

Una volta creati i file dovremo caricarli con l’FTP nella cartella di installazione di Drupal e lanciare l’installazione di Drupal.

Ciao Alberto

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Stampante multifunzione Epson Stylus SX210 e Fedora

27 novembre 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti, qualche settimana fa a mio nonno è stato regalato un nuovo portatile su cui ho subito installato Fedora 14 a 64 bit. Tra le poche cose che mio nonno utilizza quando “opera” al pc, di fatto solo controllo posta elettronica e qualche documento, deve esserci la stampante.
Mio nonno ha una insana tendenza a voler stampare tutto, più volte ho cercato di estirpare questa abitudine ma lui non ne vuole sapere. Non potendo farci nulla ho dovuto configurare la stampante che ha: Epson Stylus SX210, una stampante multifunzione con scanner, stampante, cazzi_e_mazzi… Appena ho collegato il cavo USB al pc subito è stata rilevata la stampante e pareva che tutto fosse pronto per fare la prima stampata… ho detto pareva perchè lanciando la prova non veniva stampato nulla, prendeva il foglio ma lo buttava fuori bianco.
A quel punto ho fatto un giro su Openprinting, un sito specifico per le stampanti sul sistema operativo del pinguino e sono andato sulla pagina per la scelta della stampante, fortunatamente la stampante era presente nel database a questa pagina Epson Stylus SX210 e veniva riportato works Perfectly.
Ho quindi scaricato il pacchetto per i 64 bit: epson-inkjet-printer-escpr-1.0.1-1lsb3.2.x86_64.rpm e l’ho installato con il solito

sudo rpm -ivh epson-inkjet-printer-escpr-1.0.1-1lsb3.2.x86_64.rpm

a questo punto nelle impostazioni della stampante sotto Sistema -> Amministrazione -> Stampa, nella finestra che compare ho selezionato la stampante, cliccato con il tasto destro e scelto Proprietà, accanto a Marca e Modello ho cliccato su Modifica, scelto la marca della stampante Epson, selezionato la Stampante dall’elenco Stylus SX210 e scelto come driver per la stampante quello appena installato Epson Stylus SX210 – epson-inkjet-printer-escpr-1.0.1-1lsb3, ho cliccato su Avanti e quindi su Applica
Riprovando a dare la stampa di prova tutto è andato come previsto.

Successivamente sono passato alla configurazione dello scanner, googolando ho trovato questa pagina Scanner in cui c’è descritto il programma Image Scan! for Linux, come si legge dalla descrizione:

“Image Scan! for Linux” is a scanner utility that makes it easy to obtain high quality images on Linux with your EPSON scanner or MFP (Multifunction Laser Printers) or All-in-Ones (Multifunction Inkjet Printers).

ho scelto il modello che avevo: “Epson ME Office 510, Epson Stylus NX215/SX210/SX215/TX210/TX213/TX219″ e nella parte bassa della pagina ci sono da settare alcuni parametri circa la distribuzione su cui si vuole installare, nel mio caso ho dato:

  • *Distribution* Fedora
  • *Distribution version* 13 (la 14 non è disponibile)
  • *Your country/region* Italy
  • *Connection environment for using printer* Print/scan with local printer or scanner
  • *Location for the product* Individual (documents)

cliccando su Next sono stato mandato a questa pagina: Printer Driver dove ho scaricato i pacchetti: iscan-data-1.5.0-0.noarch.rpm, iscan-2.26.1-3.x86_64.rpm. In fondo alla pagina è presente anche il manuale per l’installazione: userg_revL_e.pdf, vi consiglio di scaricarlo e leggerlo.
Ho installato i pacchetti scaricati con:

sudo rpm --upgrade iscan-data-1.5.0-0.noarch.rpm
sudo rpm --upgrade iscan-2.26.1-3.x86_64.rpm

Per far partire lo scanner a questo punto si devono modificare un file con l’apposito “indirizzo” dello scanner, per trovare questo “indirizzo” è sufficiente dare da terminale (con lo scanner collegato):

sane-find-scanner

se è tutto ok dovrebbe ritornarci una cosa del genere:

found USB scanner (vendor=0x04b8,
product=0x0110) at libusb:001:002

in questo caso l’”indirizzo” è 001:002, cambiamo i permessi con:

sudo chmod 0666 /proc/bus/usb/001/002

al riavvio del sistema avremo la possibilità di utilizzare il nostro scanner con il programma Image Scan! for Linux che si dovrebbe trovare sotto Applicazioni -> Grafica.

Ciao Alberto

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Ringrazio quei tredici

12 novembre 2010 Alberto Nessun commento

Ciao a tutti, come forse saprete se avete letto di recente il blog questa sera avevo organizzato nella biblioteca di Chignolo d’Isola un incontro dal titolo Parole Digitali, vorrei riportare in questo post le impressioni che ho avuto, se mi consentite anche in maniera polemica:

  • Ringrazio quei tredici perchè hanno deciso di passare una serata diversa parlando di Ebook, editoria digitale e biblioteche;
  • Ringrazio quei tredici perchè non hanno reso vano il mio sforzo di analisi del movimento, ricerca di fonti , esempi, dati, articoli per cercare di capire meglio il fenomeno e come potesse essere presentato in una serata che voleva avere un taglio divulgativo;
  • Ringrazio quei tredici perchè non hanno reso vane le ore passate davanti al computer a pensare e ripensare come fare la presentazione, cosa dire ma soprattutto cosa non dire;
  • Ringrazio quei tredici perchè non hanno reso vano il volantino che ho realizzato per pubblicizzare l’evento.
  • Ringrazio quei tredici per non aver reso inutile il disegno fatto da una mia amica, a cui ho chiesto di realizzarlo, perchè volevo che quel volantino avesse qualcosa di unico, che in lui ci fosse qualcosa di originale. So quanto le piaccia disegnare e speravo che quel volantino, ma soprattutto quel disegno, venissero apprezzati, purtroppo così non è stato;
  • Ringrazio quei tredici perchè mi hanno fatto capire che le cose, a volte, non vanno come vorresti, che per quanto ti impegni, per quanta passione ci metti in pochi capiscono veramente il messaggio che volevi far passare. Mi sarebbe piaciuto avere più persone presenti, non tanto perchè avrei potuto dire “che figo che sono”, quanto per instaurare un confronto tra le persone su argomenti che non si trattano quotidianamente;
  • Ringrazio quei tredici perchè tra di loro c’erano anche i miei genitori e mio nonno, che mi hanno sempre supportato e che spero continuino a farlo. Spero che siano un pochino orgogliosi di me e basta e avanza questo per farmi andare avanti. Probabilmente non si aspettavano che il loro “albertino” pensasse di fare queste cose ma fortunatamente mi hanno sempre incoraggiato nel fare quello che mi sentivo e spero di continuare a farlo;
  • Ringrazio quei tredici perchè tra di loro c’erano alcune cariche del comune: sindaco, assessore all’istruzione, bibliotecaria, presidente commissione biblioteca, che hanno supportato l’iniziativa anche con la loro semplice presenza;
  • Ringrazio quei tredici perchè tra di loro c’era anche qualcuno che è uscito dal lavoro (magari in anticipo) per poter venire ad ascoltarmi;
  • Ringrazio quei tredici perchè tra di loro c’era anche un ragazzo, con la mamma, che si interessa molto di informatica e parlo sempre con piacere con lui, anche se per ora non sono ancora riuscito a farlo migrare al software libero… è solo questione di tempo;
  • Ringrazio quei tredici perchè alle 20:45 con 5 persone presenti dentro di me c’era sconforto e delusione;
  • Ringrazio quei tredici perchè mi hanno fatto capire che devo andare avanti, continuare ad insistere in quello che credo anche se i miei sforzi non hanno avuto il risultato sperato. La crescita non è un processo istantaneo ci vuole tempo e fatica, devono esserci delle delusioni ma si deve sempre andare avanti a testa alta e continuare a provarci. Forse non si raggiungerà la meta che ci si è prefissi ma almeno si sarà fatto qualche passo in avanti.

Ringrazio quei tredici perchè erano tredici

Ciao Alberto

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